Yucatán: Immersione nel cuore dei cenote, tra mistero e avventura – Dossier Cenote

I cenotes esercitano una fascinazione irresistibile. Questi pozzi naturali, porte d’ingresso verso le profondità della penisola messicana, aprono l’accesso a enormi reti sotterranee inondate. Imbevuti di storia maya e preistoria, sono diventati un terreno di esplorazione privilegiato per i subacquei di tutti i livelli, dal principiante al sub tek. Immersioniamoci insieme alla scoperta di questi […]

I cenotes esercitano una fascinazione irresistibile. Questi pozzi naturali, porte d’ingresso verso le profondità della penisola messicana, aprono l’accesso a enormi reti sotterranee inondate. Imbevuti di storia maya e preistoria, sono diventati un terreno di esplorazione privilegiato per i subacquei di tutti i livelli, dal principiante al sub tek. Immersioniamoci insieme alla scoperta di questi luoghi unici!

Articoli sui cenotes (1)
Foto: David Mayor

Alla scoperta dei cenotes del Yucatán

Già dagli anni 1980, con il boom turistico della Riviera Maya, i primi subacquei speleo, spesso provenienti dalla Florida, hanno esplorato la penisola. Nei pressi di Tulum, hanno trovato un terreno di gioco eccezionale.

Non c’è bisogno di avventurarsi lontano nella giungla: i primi cenotes esplorati si trovavano ai bordi delle strade che portano a Tulum! Negli anni ’80, i sistemi Car Wash, Naharon e Mayan Blue furono i primi terreni di esplorazione di Jim Coke e Loris Colin, pionieri dei tunnel sommersi del sistema Car Wash. Più tardi, nel 1993, il team di Mike Madden fu il primo a esplorare la grotta di Nohoch Nah Chich, oggi il sistema più grande conosciuto al mondo.

Da queste prime esplorazioni, ogni anno nella penisola dello Yucatán vengono scoperti nuovi sistemi. Sono stati mappati ad oggi oltre 1600 chilometri di gallerie inondate. Quintana Roo ospita i sistemi di grotte più lunghi: Sac Actun (369 km), Ox Bel Ha (318 km) e K’oox Ball (102 km).


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