Nei luoghi più segreti del globo, alcuni subacquei spingono continuamente i limiti dell’esplorazione. Anne-Cécile Monnier, Didier Noirot, Kevin Sempé e Nathalie Lasselin fanno parte di questi avventurieri che catturano la bellezza del mondo subacqueo e la condividono con noi attraverso immagini eccezionali. Immergiamoci con loro per capire cosa motiva la loro ricerca e come danno vita ai loro racconti immersi.
Didier Noirot: Rispetto ed emozione nel cuore dell’immagine
Un’eredità Cousteau: filmare con rispetto
Didier Noirot, figura essenziale del cinema naturalistico subacqueo, ha iniziato sotto lo sguardo esperto del comandante Cousteau. Fin dagli anni 1980, riceve questo consiglio: «Puoi filmare più volte lo stesso soggetto, purché lo fai diversamente». Da allora, non ha mai smesso di innovare nei suoi approcci. In quasi trent’anni, trascorre oltre sessanta settimane con le balene megattere, sempre affascinato da questi rari incontri, che immortala con delicatezza.

Nel cuore delle sue immersioni, Didier coltiva il rispetto per gli animali: «Rispondo a un invito dell’animale, non vado mai al contatto diretto, mantengo sempre una distanza di rispetto, non di sicurezza». Utilizzando il rebreather per immergersi senza bolle e non spaventare la fauna, ha vissuto momenti unici, come a Rurutu in Polinesia francese, durante le riprese del film Oceani di Jacques Perrin: «Nascosto dietro un corallo, tre balene megattere derivavano. Una di loro mi si è avvicinata. Abbiamo condiviso un istante di intimità indimenticabile durante il quale l’ho filmata a lungo», racconta.
Il suo approccio sensibile gli apre la porta a interazioni privilegiate con i mammiferi marini, e gli ha permesso di contribuire a documentari importanti come Blue Planet, Blue Planet 2 o anche Oceani. Il suo obiettivo: offrire allo spettatore la sensazione di essere egli stesso il più vicino possibile agli animali marini.
Dietro le quinte di un grande regista subacqueo
Didier collabora regolarmente con la BBC dal famoso Sardine Run nel 1999 per Blue Planet. La sua missione? Apportare emozione all’immagine, toccare il cuore del pubblico e incentivare l’affetto per gli oceani. Ricorda quanto ancora ci siano comportamenti animali da filmare, anche con i progressi tecnologici attuali. Grazie al rebreather e alle telecamere digitali, il suo tempo di osservazione e cattura è triplicato, lontano dai tre minuti scarsi di pellicola del passato.
Per Didier Noirot, il caso e l’istante mantengono la loro rilevanza: «I professionisti organizzano tutto come possono, ma l’istante T resta imprevedibile». In Sicilia, mentre mirava alla deposizione delle uova dei cernie, immortala a sorpresa la riproduzione dei vermi di fuoco. Oltre ai suoi incarichi per Netflix o la BBC, produce i propri film, come «Il banchetto delle orche» o «50 sfumature di squali», mettendo in risalto la ricchezza e la diversità comportamentale degli squali.
Kevin Sempé: l’avventura e la ricerca artistica
Immagini inaspettate al servizio dell’emozione
Nativo di Nizza, Kevin Sempé è un uomo d’immagine sopra ogni cosa. Dopo essersi formato nella fotografia, si è specializzato nel video, imponendo il suo tocco artistico nell’universo subacqueo. Il suo motore: condividere l’intensità degli incontri, che mettano in scena animali rari, umani o relitti. Tra i suoi ricordi significativi c’è l’incontro con un delfino del Gange in Nepal, simbolo di fertilità minacciato dall’intervento umano. «È sconvolgente vedere il dorso di un delfino in un fiume fangoso, sullo sfondo di montagne himalayane», dice di una ripresa preparata con cura per due anni.
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