Da oltre 15 anni, Clément Lesaffre s’immerge nell’esplorazione delle nostre radici profonde attraverso i suoi dipinti, disegni, fotografie e proiezioni in situ in luoghi intrisi di storia. Nel suo percorso artistico e personale, l’acqua si è gradualmente imposta come filo conduttore, ispirando le sue opere e guidando la sua vita.
Un forte legame personale e artistico con il mare
Fin dall’infanzia, Clément Lesaffre ha mantenuto una relazione intima con il mare. Originario del nord della Francia, scopre molto presto le rive, specialmente alla punta del Raz e nel Mediterraneo, durante le vacanze in famiglia. «Ho imparato a nuotare nello stesso momento in cui ho imparato a parlare,» confida, descrivendo un attaccamento inalterabile al mare, nonostante non abbia mai vissuto in riva all’acqua. Fin dai primi anni, esplora le zone costiere, rivolta le pietre – già impegnandosi a mantenere il loro posto – e osserva la vita marina.

La sua adolescenza in Belgio è segnata dalla pratica intensiva del nuoto. Già, l’immersione totale nell’acqua diventa una necessità: «Il mio allenatore mi rimproverava di esser sempre sott’acqua!» Il suo bisogno di immersione diventa un motore creativo e personale.
La rivelazione dell’apnea
Da sempre attratto dall’acqua, Clément Lesaffre scopre l’apnea nel 2017, grazie a un regalo della sua compagna dell’epoca: delle pinne e una licenza in un club locale. Questa iniziazione tardiva si rivela essere una rivelazione: «Avevo trovato il mio elemento, e ha sconvolto la mia vita.» Molto presto, si distingue nelle competizioni regionali, trovando nell’apnea un prolungamento naturale delle sue sensazioni artistiche, dove il corpo in assenza di gravità e la relazione con l’acqua sono già presenti nelle sue opere.
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