Il GIGN, famoso Gruppo di intervento della Gendarmerie nazionale, conta tra i suoi membri dei subacquei specializzati. Lo scorso aprile, sei di loro hanno approfittato di un momento di relax a Port-Cros, combinando apnea e immersione esplorativa. Abbiamo avuto l’opportunità di seguirli in questa fuga unica, tra allenamento e svago.
Una parentesi al Lavandou
Sono le 8 del mattino nel porto del Lavandou, già baciato dalla luce primaverile. Sei membri del team subacqueo del GIGN si preparano a imbarcarsi a bordo del Kénavo II, la barca di Lavandou Plongée. Occhiali da sole sul naso, gustano questa parentesi gradita in una quotidianità frenetica. Questo soggiorno, organizzato da Mario, il loro capo gruppo, e Georges Brunet, direttore del marchio di orologi subacquei ZRC, è l’occasione per rafforzare la coesione del team, lontano dalla pressione abituale del loro lavoro.

In programma: immersione con bombole e apnea, due discipline che non utilizzano direttamente nel loro lavoro. Infatti, di solito immergono con il FROGS, un ricircolatore a ossigeno puro progettato da Aqualung, durante le loro operazioni. Qui, l’obiettivo è rilassarsi e lavorare sulla loro aquaticità e sulla consapevolezza, due elementi essenziali per le loro missioni.
L’apnea come strumento di consapevolezza
Accompagnato dall’apneista Stéphane Tourreau, il team scopre i benefici dell’apnea. Per Stéphane, che ha sempre sognato il GIGN, formare questi uomini è un’esperienza preziosa. «Quello che voglio trasmettere loro è imparare a essere consapevoli, rimanendo calmi, a differenza del loro lavoro dove l’adrenalina è onnipresente», spiega.
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