La scoperta di un P-51 Mustang al largo della Fourmigue di Giens ha suscitato un’inchiesta affascinante che si è protratta per oltre due decenni. Philippe Castellano, membro del team di ricerca, ci racconta le peripezie di questa ricerca, dai fondali marini del Var agli archivi americani.

Foto: Nicolas Barraqué.
La Scoperta del Relitto
Nel 1985, un piccolo peschereccio, il Pierre Pilato, si trova di fronte a una massa metallica al largo della penisola di Giens. Dopo aver segnalato l’incidente alle autorità marittime, il relitto viene lasciato in abbandono. Due anni dopo, un altro pescatore, Charlie Beringuier, rimane impigliato con la sua rete vicino al faro della Fourmigue. Chiede aiuto a Christophe Desix, direttore del club Ulysse-Plongée, per recuperare il suo materiale.
Accompagnato da Christophe Claparède, Desix si immerge e scopre un relitto di aereo, un P-51 Mustang, impigliato nella rete. Lo stato dell’apparecchio indica che risale alla Seconda Guerra Mondiale, con le mitragliatrici ancora in posizione. La cellula, tuttavia, è sezionata nella parte posteriore della cabina di pilotaggio, senza traccia dell’impennaggio.

Foto: Nicolas Barraqué.
Primi Indizi
Le immersioni successive rivelano dettagli cruciali. La cappottina è aperta, il che fa pensare che il pilota possa essersi eiettato. L’elica è intatta, ma diverse pale sono contorte, suggerendo che il motore funzionava al momento dell’ammaraggio. I flap sono in posizione abbassata, mentre il carrello di atterraggio è retratto, rafforzando l’idea di un ammaraggio controllato.

Foto: Christophe Desix.
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Questo articolo, originariamente scritto da Philippe Catellano per la nostra edizione cartacea, è stato adattato per il web.
Foto di apertura: The Craig Huntly 332nd FG collection.