L’evocazione delle Marchesi, questo arcipelago situato a più di 3 ore e mezza di volo a nord di Tahiti è ancora rara tra i subacquei. Tuttavia, dal 2018, un centro immersioni ha aperto le sue porte sull’isola di Hiva Oa e propone di farvi scoprire le meraviglie inaspettate dei fondali marchesi.
Isole di origine vulcanica, le isole Marchesi alternano tra montagne aride con creste frastagliate e valli verdeggianti. Le grandi baie e piccole insenature tagliano la costa e le onde si infrangono su scogliere ripide.

A differenza degli altri arcipelaghi della Polinesia francese, le isole Marchesi non hanno lagune. Qui, nessun passaggio: il grande oceano è in contatto diretto con la costa vulcanica. Alla vista del rilievo terrestre, è facile immaginare cosa vi attende sotto la superficie: picchi, secche, pareti e grotte animano il panorama. Le immersioni intorno alle isole di Hiva Oa e Tahuata non sono soggette alle correnti di marea. Inoltre, in generale c’è poca corrente.
Mante sempre presenti
Il sito di Hanakee, vicino al motu della baia di Atuona, è una stazione di pulizia per mante, molto frequenti alle Marchesi. Se ne possono incontrare fino a una ventina! Date regolarmente un’occhiata nel blu, i pelagici guidano il ballo come carangidi e tonni dai denti di cane, per non parlare di uno squalo martello di passaggio. Gli amanti della macro possono anche divertirsi con diversi tipi di gamberetti, nudibranchi, murene in sessione di pulizia…

Il sito di Pihau, che significa « pialla » in marchese, deve questo nome alla forma specifica di una roccia di superficie che lo sovrasta. Si distingue per la presenza di un arco frequentato da un banco di pesci persico e alcuni resti archeologici: pietre vulcaniche scolpite che gli antichi utilizzavano come ancore. Le immersioni sono molto ricche di pesce: pesci persico a righe blu, balistidi neri, lucci e carangidi. Tutto questo mondo meraviglioso si muove e si incrocia in una coreografia tutt’altro che ordinata. Mentre i banchi di anthias endemici delle Marchesi navigano tra secche e pinnacoli rocciosi, le mante non sono mai lontane in questi paesaggi di origine vulcanica.

La grotta senza fondo a Tahuata
Uscite giornaliere sono organizzate sull’isola di Tahuata, a un’ora di viaggio da Hiva Oa. Non è raro incontrare delfini dal becco lungo lungo la strada, o una megattera con il suo cucciolo a seconda della stagione. Le immersioni intorno a Tahuata consentono l’osservazione di numerosi pesci sparsi sul plateau corallino, tra cui diverse specie di piccoli endemici. I grandi invece sono piuttosto discreti, ad eccezione delle mante.

A sud di Tahuata, il sito di Haatemiei presenta una bellissima grotta, soprannominata la grotta senza fondo, nella quale si trovano spesso mante marmorizzate che possono superare il metro di apertura alare. L’ingresso si trova a 20 metri di profondità e una seconda grotta si trova nelle vicinanze, più stretta. Tornando sulla parete, potreste incontrare squali grigi, curiosi ma abbastanza timidi, un banco di barracuda, alcuni carangidi e pesci chirurgo dal lungo rostro. Nel blu, alcuni tonni e pesci fusilier pattugliano senza prestare attenzione ai subacquei.
Estratto del reportage di Vincent Truchet sulle Marchesi da ritrovare nel n°23 della rivista Plongez!
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