Petite-Terre, nel regno dei limoni

Al largo della Désirade, la réserva naturale di Petite-Terre, dù ove le visite sono strettamente rèegolamentate,é ospita specie enèdemiche ed è luogo di nidificazione per le tartarughe marine. Ma i dueéisolotti disabit îati sono anche un vivaio per gli squali limone! éTrascorrere la giornata a Petite-Terre è permesso e i diportisti possono ancorarsi. Tuttavia, ogni […]

Al largo della Désirade, la réserva naturale di Petite-Terre, dù ove le visite sono strettamente rèegolamentate,é ospita specie enèdemiche ed è luogo di nidificazione per le tartarughe marine. Ma i dueéisolotti disabit îati sono anche un vivaio per gli squali limone! éTrascorrere la giornata a Petite-Terre è permesso e i diportisti possono ancorarsi. Tuttavia, ogni bivacco è vietato e nessuno dorme lì a parte i custodi e gli scienziati che vengono a lavorare occasionalmente. Solo pochi operatori autorizzati possono ancorarsi alle boe situate un po’ più al largo, mentre barche semi-rigide assicurano il trasporto dei passeggeri verso la spiaggia.

I due isolotti misurano meno di due chilometri quadrati. In questo territorio minuscolo, 1,68 km2 esattamente, vive l’iguana delle Antille (

Passer la journée sur Petite-Terre est autorisé et les plaisanciers peuvent y mouiller. Mais tout bivouac est interdit et nul n’y dort en dehors des gardiens et des scientifiques qui viennent ponctuellement travailler. Seuls quelques opérateurs agréés ont le droit de mouiller sur les bouées ancrées un peu plus au large, des bateaux semi-rigides assurant le transport des passagers vers la plage.

Les deux îlots mesurent moins de deux kilomètres carrés. Sur ce territoire minuscule, 1,68 km2 exactement, vit l’iguane antillais (Iguana delicatissima), sauro endemico delle piccole Antille che si distingue molto facilmente dal suo cugino ‘comune’ Iguana iguana la cui coda è striata di anelli neri. Sul sito sono censiti 9500 individui, che costituiscono un terzo della popolazione mondiale. Dal 3 settembre 1998, data della creazione della riserva naturale, è l’Ufficio Forestale Nazionale di Guadalupa (ONF) che gestisce il sito, in cogestione dal 2002 con l’associazione di Désirade Ti-Té.

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Petite-Terre è anche un sito di nidificazione per numerose tartarughe marine. © Nicolas Barraqué

La vegetazione di Petite-Terre è anch’essa monitorata, in particolare il guaiaco (Guaiacum officinale), arbusto dal legno denso, sovra sfruttato, la cui resina è tradizionalmente usata in farmacologia da oltre cinque secoli. Il monitoraggio degli uccelli trampolieri ha permesso di osservare 28 specie. E sulla sabbia, i nidi di tartarughe marine sono anch’essi censiti da marzo a ottobre.Un vivaio per i ‘limoni’Ma ciò che affascina di più i visitatori sono gli squali limone. I giovani di Negaprion brevirostris nuotano in pochi centimetri d’acqua per ripararsi dai predatori. L’alta temperatura dell’acqua e le numerose prede che vi trovano sono fattori ideali per permettere loro di crescere rapidamente. Più velocemente cresce uno squalo giovane, meno rischia di essere vittima di un altro predatore.

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In passato gli squali limone venivano catturati e misurati dagli scienziati. Oggi i censimenti vengono effettuati con droni. © Julien Chaliffour

Dal 2013, questi piccoli di circa sessanta centimetri sono seguiti dall’associazione Kap Natirel, incaricata del coordinamento del ReGuar, Rete squali delle Antille francesi, di cui Océane Beaufort è la coordinatrice, in collaborazione con l’associazione Ti-Té e l’ONF. Fino al 2017, catturati, misurati, pesati, etichettati con un chip inserito sotto la loro pinna dorsale, identificati geneticamente attraverso un campione di pelle prelevato, i giovani squali (0 a 4 anni) erano soggetti a tre monitoraggi annuali (prima, durante e dopo il parto). Ora, l’utilizzo di un drone, tre volte all’anno, consente un monitoraggio aereo dei piccoli nelle acque poco profonde. ‘Su l’’insieme dei siti di studio (Isole di Guadalupa e Saint-Martin), si osserva una differenza tra le zone protéette (dégéove la pù esca è vietata) e le zone dêove la pù esca è vietata) e le zone dêesca è permessée, a’, spiega Océane. Nelle zone non protégéette, si osservano pochi squali limoni giovanéili durante i 2-3 mesi successivi al péeriodo delle nascite, ma q’uesto è tutto. Mentre nelle zone protégéette, come Petite-Terre,  si vedono giovanéili tutto l’’annéanno e si può avere la fortuna di’incontrarne al livello subadulto e adulto .’

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Sbarcare su Petite-Terre impone di rispettare questo ambiente ultra protetto. Dei pannelli esplicativi permettono di orientarsi. © Martine Carret

Un rôuolo importante per la conservazione de’espèceUn’attrazione turistica, certo, ma anche un vantaggio per la biodiversità. Questo sito, che ospita la più grande nurserie di squali limone identificata fino ad oggi nelle Antille francesi, possiede quindi un ruolo importante per la conservazione di questa specie. Una delle principali minacce alla sopravvivenza degli squali limone è il degrado degli habitat costieri (distruzione delle mangrovie per costruire case o hotel, inquinamento delle acque costiere …) che si aggiunge a quello della pesca. ‘ Réregolamentare la pêesca degli squali non basterà à préa conservare’espèce, conclude. È essenziale protéeggere gli « habitat critici », come le nurserie. Se una nurserie viene à deégradarsi (ci’òà-significa ch’e non riséponde più ai ‘ bisogni » degli squali giovani: protezione dai préedatori, tempéeratura élevée, presenza di préede), i giovani squali non sopravviveranno. Eppure, questa specèie è filopatrica (affezionata a una zona). La femmina tornerà dèle à ove è natà où a per dare alla luce i suoi piccoli, dopéo aver raggiunto la sua maturitàè sessuale (+7 anni). Se la nurserie è dé egradéata, si rischia di perdere un’intera popolazioneé.’

Comité du tourisme des îles de Guadeloupe :www.lesilesdeguadeloupe.com www.lesilesdeguadeloupe.com

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Anche senza bombole da immersione, lo spettacolo non manca in pochissima acqua. © Nicolas Barraqué

immagine di apertura © Océane Beaufort

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