A pochi giorni dalla sua partenza per una seconda missione a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), Thomas Pesquet ha accettato di condividere con Plongez! la sua esperienza unica, al crocevia tra l’addestramento subacqueo e la vita in assenza di gravità. L’astronauta francese mette in luce le somiglianze tra l’immersione, la vita nello spazio e il lungo processo di addestramento che precede ogni missione extraveicolare.

Un addestramento intensivo in piscina prima di raggiungere l’ISS
Per preparare le attività extraveicolari (EVA) programmate durante questa nuova spedizione – quattro in totale – Thomas Pesquet e i suoi compagni si allenano su scenari precisi. «Distribuiremo queste attività tra i membri dell’equipaggio, spiega. Dobbiamo installare nuovi pannelli solari pieghevoli, da posizionare all’estremità della stazione. Il loro dispiegamento è un momento impressionante, perché, meccanicamente, è molto complesso.»
Questo addestramento si svolge principalmente in piscina, con 9-10 sessioni, ognuna della durata di 6-7 ore. In programma: revisione delle procedure generali per far fronte a guasti maggiori che richiedono un’uscita d’emergenza, ma anche addestramento sui compiti specifici della missione, come la manipolazione e l’installazione di pannelli solari da 350 kg con il braccio robotico della stazione. Un esercizio di alta tecnologia reso ancora più impegnativo dalla simulazione in immersione tecnica.
Ti è piaciuto questo estratto?
Leggi l’intero articolo.
TEMPO DI LETTURA ≈ 6 min
Immergiti nel cuore della rivista PLONGEZ!
Per beneficiare di questo articolo e dei suoi contenuti esclusivi, è richiesto un modesto contributo.