La Ciotat, destinata a diventare la prima città ad immergere una nave-reef in Francia?

Jean Marc Martinez, consigliere comunale di La Ciotat delegato all’ambiente e presidente dell’Osservatorio dell’ambiente, desidera immergere nelle acque della città una nave-reef. Una grande prima nelle acque del territorio nazionale.

Jean Marc Martinez, consigliere comunale di La Ciotat delegato all’ambiente e presidente dell’Osservatorio ambientale, desidera immergere nelle acque della città una nave-barriera corallina artificiale. Una grande prima nelle acque dell’Esagono.

Questa bella iniziativa dell’Osservatorio ambientale, sostenuta dal comune, ha lo scopo di immergere, su un fondale di sabbia relativamente poco profondo (una trentina di metri), una nave precedentemente bonificata. Permetterà alla vita marina di svilupparsi, fungendo da riparo e da barriera corallina artificiale. Potrà essere visitata dai club di sub locali, essendo facilmente accessibile a praticanti di tutti i livelli, riducendo così la pressione sulle scogliere naturali. Questo progetto porta dunque sia un interesse ambientale sia un interesse economico, ma anche un interesse patrimoniale quando si conosce la storia e l’attaccamento della città al settore marittimo e navale.

Jean Marc Martinez, consigliere comunale di La Ciotat delegato all’ambiente e presidente dell’Osservatorio ambientale, sostiene questo progetto di immersione. © Natacha Fleuret-Brayard

Una prima in Francia

I subacquei sono abituati a esplorare relitti lungo le coste francesi, ma nessuna di queste navi è stata deliberatamente immersa. Tuttavia, si osserva regolarmente che altri paesi bonificano e poi immergono navi, aerei o altri mezzi per trasformarli in siti di immersione che saranno colonizzati dalla vita marina. In Francia, e più particolarmente nel Mediterraneo, un tale progetto non era mai stato intrapreso poiché si pensava che la Convenzione di Barcellona designasse come ‘rifiuto’ ogni immersione deliberata di una nave. Tuttavia, diverse voci si levano da anni per dimostrare che questo testo non include l’immersione di navi-barriere coralline artificiali precedentemente bonificate. È in particolare il caso di Julien Belda, giurista di diritto marittimo, che si è occupato della questione e ha condotto uno studio per dimostrare la fattibilità di un tale progetto. D’altronde, altri paesi cosignatari della Convenzione hanno già effettuato immersioni di navi-barriere coralline in passato, beneficiando a volte persino di aiuti europei!

Molti appoggi

Il presidente dell’Osservatorio ambientale di La Ciotat ha quindi avviato questa iniziativa inviando, questo mese di febbraio, una lettera alla DDTM (Direction départementale des territoires et de la mer) chiedendo esplicitamente un accordo di principio o un parere favorevole per avviare ufficialmente i processi, con il sostegno dello Stato Francese, per immergere questa prima nave-barriera corallina sulle nostre coste. Questo progetto ha già ricevuto numerosi supporti ufficiali tra cui: il club di immersione storico di La Ciotat, il GPES (Gruppo di Pesca e Studi Sottomarini), la prud’homie della pesca, la FFESSM (Federazione francese di studi e sport subacquei) nazionale e del Sud e l’ANMP (Associazione nazionale degli istruttori di immersione).

Questa splendida azione crea quindi un vero entusiasmo da parte degli attori del settore che permetterà, speriamo, finalmente l’immersione di una nave-barriera corallina sulle nostre coste!

https://vimeo.com/917496739/88b85990e7?share=copy

Documenti consultabili

La lettera inviata da Jean Marc Martinez alla DDTM

Le lettere di sostegno di la prud’homie della pesca, del GPES, dell’ANMP, della FFESSM Sud, della FFESSM.

Immagine d’illustrazione: Numerosi relitti sono presenti nelle acque di La Ciotat. Nessuno è stato deliberatamente immerso. © Nicolas Barraqué

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