Véronique Vanacore gestisce il centro di immersione Octopus Diver a Praslin, alle Seychelles. Da alcuni anni, lei e il suo team hanno posto la protezione delle barriere coralline al centro delle loro azioni.
Foto sopra: © Nicolas BarraquéCome avete deciso di impegnarvi per il ripristino dei coralli ?
Praslin è un sito molto frequentato dai turisti. Da alcuni anni, assistiamo a diversi fenomeni di sbiancamento del corallo (1998, 2010, 2016…). Non volendo rimanere con le mani in mano, abbiamo collaborato con un’ONG locale, Nature Seychelles, per acquisire tecniche di ripristino del corallo (vivaio, ripiantumazione) e sperimentare queste tecniche sui nostri reef.

Quali azioni svolgete quotidianamente con i vostri subacquei?L’azione più sostenibile è quella del « giardinaggio ». Si tratta di ripiantare frammenti di coralli freschi strappati dalle onde, da grandi pesci o da subacquei poco rispettosi. L’originalità del metodo risiede nella semplicità di esecuzione, senza colla « epoxy », « reef balls » o cemento… incastriamo i frammenti ancora vivi nelle fessure naturali. Così, i nostri divemaster e istruttori hanno l’orgoglio di vedere alcuni dei « loro » coralli crescere e fissarsi durevolmente sul granito.Avete nuovi progetti in corso?Tra i nostri subacquei locali vantiamo un biologo marino inglese, Jay McBride. La sua esperienza, il suo entusiasmo e la sua disponibilità ci hanno permesso di intraprendere un progetto in collaborazione con le autorità delle Seychelles e più precisamente con il SNPA (Parco nazionale delle Seychelles). Si tratta di ripristinare la zona più danneggiata del Parco Marino, intorno all’isolotto Saint Pierre. Il nostro team sarà coinvolto nella costruzione del vivaio ma anche in tutte le fasi del ripristino: frammentazione, taleaggio, raccolta, trapianto e monitoraggio.
Trova tutti i centri di immersione eco-sostenibili su: http://guide-centres-plongee.longitude181.org/