Da quattro decenni, l’Istituto francese di ricerca per l’esplorazione del mare (Ifremer) progetta strumenti in grado di esplorare le profondità marine. Grazie alla collaborazione di ingegneri, tecnici e scienziati, l’istituto raccoglie dati preziosi sui fondali, la fauna e la flora degli ecosistemi abissali. Un’immersione nei retroscena del sito di La Seyne-sur-Mer, dove si svolgono le operazioni di manutenzione e modernizzazione del sottomarino abitato Nautile e dei robot Victor 6000, Ariane e Ulyx.

Foto: Alexie Valois
La Seyne-sur-Mer: un hub di innovazione
Il 23 aprile 2025, in uno degli edifici dell’Ifremer sulla costa mediterranea, il team tecnico del Nautile è in piena attività. Questo sottomarino emblematico sta completando la sua manutenzione e si prepara a immergersi di nuovo. La vita in mare è impegnativa e sono necessarie pause tra le campagne scientifiche, che si svolgono in media tre volte all’anno in tutti gli oceani.
Il Nautile è l’unico sottomarino oceanografico abitabile della Flotta oceanografica francese (FOF), che include anche navi e robot. Progettato dal Centro nazionale per l’esplorazione degli oceani (CNEXO), dalla Direzione generale dell’armamento (DGA) e dalla Direzione delle costruzioni e armi navali (DCAN), è stato varato negli anni ’80. Con una capacità di immersione fino a -6.000 m, ha effettuato oltre 2.100 immersioni nel corso della sua carriera. Jan Obderbecke, responsabile dell’unità Sistemi sottomarini all’Ifremer, sottolinea: «Il Nautile offre una capacità unica di portare l’uomo nelle grandi profondità per svolgere un lavoro molto preciso.»

Foto: Olivier Dugornay/Ifremer.
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