Dopo diversi mesi di immersioni in piscina con il mio club parigino, ho finalmente avuto l’opportunità di immergermi in mare. Un fine settimana è stato organizzato già nel mese di febbraio per chi lo desiderava, e ho colto l’occasione per realizzare le mie prime bolle in ambiente marino.
Una scoperta inattesa
È durante una conversazione con un’amica che ho scoperto che un club di immersione offriva allenamenti settimanali in piscina, vicino a casa mia. Crescendo vicino a Cannes, sono sempre stata attratta dall’acqua e dal Mediterraneo, praticando vari sport acquatici durante la mia infanzia. A 29 anni, però, non avevo mai osato lanciarmi nell’immersione. La mia amica mi ha convinta ad accompagnarla in piscina, il che mi ha permesso di prepararmi per le mie future immersioni in mare.
In febbraio, dopo alcuni mesi di apprendimento delle basi, è stato programmato un fine settimana di immersioni per il mese di giugno. Mi sono iscritta con impazienza, aspettando con entusiasmo di ritrovare il mare. I miei istruttori e i membri del club mi ripetevano: “Vedrai, sarà fantastico a giugno!” La destinazione scelta era Port-Cros e i suoi dintorni. Anche se erano state organizzate altre uscite in Bretagna, mi sentivo più a mio agio nel Mediterraneo, avendo già avuto l’opportunità di esplorare questa regione in snorkeling. Più si avvicinava la data, più cresceva la mia impazienza.

Condizioni ideali
Alcuni membri del club avevano già immerso nello stesso posto l’anno precedente, ma avevano affrontato condizioni meteorologiche difficili, con vento e pioggia. Fortunatamente, per me, il fine settimana si è svolto sotto un sole splendente e un mare calmo, perfetto per immergersi. Eravamo ospitati in un campeggio, in bungalow climatizzati, con pasti inclusi, a soli 10 minuti a piedi dal centro immersioni. Una piscina era anche a nostra disposizione per rilassarci dopo le immersioni. Tutto era perfettamente organizzato, e avevamo programmato sei immersioni in tre giorni, una al mattino e una al pomeriggio.
Io e la mia amica, avendo preso il treno, abbiamo approfittato del viaggio per discutere delle nostre esperienze acquatiche. Eravamo già in modalità “immersione” al nostro arrivo, pronte a preparare le nostre cose per il giorno successivo. Il grande giorno si avvicinava, e non vedevo l’ora di mettere in pratica tutto ciò che avevo imparato durante le mie sessioni in piscina.
Briefing e immersione
Il giorno dopo, ho scoperto i briefing sulla barca, dove gli istruttori spiegavano i siti di immersione. Era la prima volta che sentivo questo gergo da sub, ma queste spiegazioni erano preziose per immaginare il sito prima di immergerci. Una volta in acqua, la differenza era sorprendente: addio ai piastrelli bianchi della piscina, benvenuto in un mondo vibrante di vita marina. Ho avuto la fortuna di osservare pesci, posidonie e una moltitudine di bellissimi nudibranchi colorati.

Questa immersione mi ha aperto le porte a un universo che non avevo mai conosciuto. Per la prima volta, ho potuto avvicinarmi a creature marine e esplorare angoli che non avevo potuto vedere in snorkeling. I colori sott’acqua, rivelati dalla luce della mia lampada, erano incredibili. A 20 metri di profondità, alzare la testa verso la superficie sembrava irreale.
Uscendo dall’acqua, ho realizzato che la mia percezione della natura era cambiata. Guardavo ora i dettagli con uno sguardo nuovo, confrontando ciò che avevo visto sott’acqua con ciò che mi circondava sulla terra. Ad esempio, i pini marittimi mi ricordavano gli spirografi osservati durante la mia immersione.
Un’esperienza indimenticabile
Bilancio di questo fine settimana: non vedo l’ora di tornare a immergermi in mare! Anche se i tre giorni non erano ancora trascorsi, ho deciso di pianificare una nuova immersione quest’estate, a luglio o agosto, per continuare a esplorare e arricchire la mia esperienza. Prevedo anche di preparare il mio livello 2 per l’anno prossimo.

Intendo continuare i miei allenamenti in piscina per tutto l’anno per immergermi in autonomia l’anno prossimo. Il mio obiettivo è diventare capace di gestire le mie immersioni e assistere altri sub senza dipendere costantemente dall’aiuto di un compagno.
Questi tre giorni di immersione mi hanno convinta che esplorare i fondali marini ne vale davvero la pena. Sento già una forte passione per l’immersione e capisco perché così tante persone siano appassionate di questa attività. Evolvere circondata da sub esperti, alcuni dei quali praticano la fotografia subacquea, crea un’atmosfera di scambio e condivisione. I racconti di relitti, narrati con occhi brillanti, alimentano il mio desiderio di esplorare più a lungo e più in profondità.
Quindi sono entusiasta di questo primo fine settimana di immersione, un’esperienza fantastica che non fa altro che rafforzare la mia passione per il mondo sottomarino.

Questo articolo, originariamente scritto da Elsa Lob per la nostra edizione cartacea, è stato adattato per il web.
Foto: Yann Valton