Nel 2019, l’avventura è iniziata con una telefonata. Olivier Mely, amico e organizzatore di soggiorni subacquei attraverso la sua agenzia, mi ha proposto un piano eccezionale: nuotare con le orche in Norvegia! Una persona vicina, conquistata da un’esperienza simile qualche mese prima, voleva tornare a novembre. L’operatore, un francese appassionato, prometteva un soggiorno unico in un luogo sorprendente. L’idea mi ha immediatamente sedotto. Destinazione Norvegia a novembre!

Preparazioni e arrivo a Seglvik
Dopo un lungo viaggio, ho sistemato i miei bagagli a Seglvik, un affascinante villaggio situato a circa 400 km a nord del circolo polare artico. L’acqua segnava una temperatura di 6 °C, e la notte polare si avvicinava, sinonimo di giornate senza sole. Un brivido mi percorse, facendomi quasi rimpiangere di non essere partito per il Messico… Ho rapidamente fatto amicizia con il resto del gruppo, composto da globetrotter e fotografi, alcuni dei quali avevano già vissuto l’esperienza di immergersi con le orche in Norvegia. Ho approfittato dei loro racconti e dei loro consigli.
Julie, Rodolphe e il loro team della Valhalla Expedition ci hanno accolti calorosamente. L’alloggio era semplice, in piccole baracche confortevoli. Il giorno seguente, una muta umida di 10 mm di spessore mi aspettava. Sono stati necessari dieci minuti di lotta accanita per indossarla! Una fladen, sovra-muta indispensabile contro il freddo e il vento sulla barca, mi è stata anche fornita. Si è rivelata essenziale, poiché ho passato in media 6 ore al giorno sull’imbarcazione, sfidando gli elementi. L’appuntamento era fissato per il mattino successivo, sul pontile. Lo spettacolo del fiordo invernale era sorprendente: montagne innevate fino alla riva, mare di un nero profondo e sole radente.
Un incontro indimenticabile
Fin dalla prima uscita, la guida mi ha invitato ad entrare in acqua. In un primo momento, la visibilità era limitata. Poi, un braccio teso mi ha indicato di guardare dietro di me. Ho immerso lo sguardo sotto la superficie e lì, un maschio di orca gigantesco è apparso, nuotando a pochi metri soltanto. Un colosso di oltre sei metri e diverse tonnellate! I nostri sguardi si sono incrociati. Il tempo si è sospeso. Questo scambio visivo, questa connessione silenziosa, mi hanno dato l’impressione di essere solo al mondo con questa creatura maestosa.

Ogni giorno è stato l’occasione per osservare le orche, a volte anche dalla mia finestra. La loro libertà mi ha profondamente commosso, contrastando con il destino dei loro simili in cattività nei parchi divertimento. Il rispetto del benessere animale era la parola d’ordine di questa spedizione.
Le nostre guide vigilavano scrupolosamente a non inseguire mai le orche e a limitare il numero di barche presenti attorno a loro. Le immersioni avvenivano nel massimo silenzio. Venivano date istruzioni chiare: non avvicinarsi direttamente e soprattutto, non restare sopra i banchi di aringhe. Avrei presto capito il perché.
Ti è piaciuto questo estratto?
Leggi l’intero articolo.
TEMPO DI LETTURA ≈ 6 min
Immergiti nel cuore del Magazine PLONGEZ!
Per poter godere di questo articolo e del suo contenuto esclusivo, è richiesta una modesta partecipazione.