Punto GPS: 41°30,519′ N / 9°23,586′ E
La Corsica del sud si distingue per i suoi siti di immersione eccezionali. A sud di Porto-Vecchio, in pieno mare, l’arcipelago delle isole Cerbicale ospita il temibile pericolo del Toro, un luogo che combina un magnifico scenario sottomarino con una fauna ricca.
Un santuario naturale
Riserva naturale, questo arcipelago è l’ultima terra prima dell’Italia e comprende quattro piccole isole e diversi isolotti rocciosi, tutti disabitati. Queste isole costituiscono un rifugio ideale per uccelli marini quali:
- Cormorani ciuffi
- Berte grigie
- Uccelli delle tempeste
- Gabbiani d’Audouin
Ospitano anche alcuni rettili, come le testuggini e le tartarughe di Hermann, nonché anfibi rari come il discoglosso sardo e il fillodattilo. Tuttavia, è sott’acqua che si trova la fauna più prolifica.
Un universo sottomarino affascinante
A 700 metri a est dell’isolotto del Toro, il segnale segnala il pericolo del Toro. A 100 metri a nord, due piattaforme rocciose si ergono a una profondità di soli tre metri sotto la superficie. I subacquei iniziano generalmente la loro immersione tra queste due formazioni prima di esplorare uno o l’altro dei piani.

I canyon formati da blocchi sono ornati di anemoni incrostanti gialli (Parazoanthus axinellae). Tra le specie osservabili, si trovano:
- Spugne
- Briozoi
- Gorgonie
Tra le rocce si nascondono murene (Muraena helena), molve (Phycis phycis) e numerosi corbi (Sciaena umbra). Questo sito è anche il rifugio di un gran numero di cernie bruni (Epinephelus marginatus), giovani o adulti, così come di cernie reali (Mycteroperca rubra) recentemente avvistati.
Pelagici e crostacei
La posizione remota del sito favorisce l’incontro con pelagici come:
- Barracuda, che cacciano di notte
- Dentici (Dentex dentex)
I subacquei fortunati possono avvistare tartarughe comuni. I crostacei sono ben rappresentati, con aragoste nascoste tra le rocce e granchi ragno di mare (Maja squinado) che risalgono per riprodursi tra febbraio e giugno. I maschi, in modalità difesa, si ergono di fronte agli intrusi, offrendo così un’opportunità di foto.

Un’abbondanza di donzelle
L’immersione termina spesso sui cappucci di pietre con una vista mozzafiato su donzelle, che si radunano a decine. Tra queste si distinguono:
- Donzelle comuni (Coris julis)
- Donzelle reali
- Donzelle pavoni (Thalassoma pavo) dai colori brillanti
Saraghi e salpe, circondati da banchi di castagnole, completano il quadro. Nei punti più profondi del sito si raggiungono i 36 metri, mentre le rocce emergono a 3 e 4 metri. Accessibile a tutti i livelli, il sito permette anche la pratica dello snorkeling. Le acque corse, rinomate per la loro chiarezza, offrono una visibilità eccezionale, ma state attenti alle correnti.
Informazioni pratiche
Tutti i club di immersione locali, partendo da Porto-Vecchio, Saint-Cyprien, Palombaggia, e Santa Manza, organizzano escursioni verso questo sito. È necessaria una buona meteo per godere appieno. Notare che è vietato sbarcare sulle isole e effettuare prelievi (pesca e caccia).

Dopo l’immersione
Risalgendo in superficie, la baia di Porto-Vecchio e i suoi paesaggi circostanti offrono un terreno di gioco vario. L’architettura storica, con la sua cittadella e le sue fortificazioni genovesi, merita una visita prolungata. Fantastiche spiagge dalle sembianze seychellesi, come Palombaggia, Santa Giulia e Cala Rossa, con acque turchesi e sabbia bianca, vi attendono. Per gli amanti del trekking, le foreste e i fiumi circostanti, come la cascata di Piscia di Gallu, che scorre per 80 metri, promettono panorami mozzafiato.
Questo articolo, inizialmente scritto da Isabelle Croizeau per l’edizione cartacea di PLONGEZ!, è stato adattato per il web. Immagini © Nicolas Barraqué