Sophie Greuil ci immerge nel racconto di Christophe Jobazé, un uomo di 50 anni con molte sfaccettature. Infermiere, pompiere volontario e apneista, dedica le sue immersioni a una nobile causa: la lotta contro la fibrosi cistica. Ambasciatore nazionale, accumula sfide sportive, superando continuamente i propri limiti nell’apnea statica, la sua specialità. Il suo impegno è un vero soffio di speranza.

« Superare se stessi è bene! Ma è ancora meglio farlo rivolti agli altri, a coloro che non potranno mai fare ciò che la vostra salute vi consente. Superarsi è bene… ma per una causa, assume una dimensione superiore… »
La Rivelazione Subacquea: Come l’Apnea ha Incrociato il suo Cammino
Come sei arrivato alla subacquea e poi all’apnea solo quattro anni fa?
« Ho voluto scoprire un altro pianeta, evolvere, immergermi in senso proprio e figurato, e uscire dalla mia zona di comfort. L’ambiente subacqueo era un’evidenza. Ho iniziato con la subacquea con bombole. Durante l’estate del 2017, al Cap d’Agde (Hérault), ho incontrato, sott’acqua, degli apneisti! È stata una rivelazione. »

Un innamoramento per cosa, esattamente?
« Vederli muoversi senza bolle, senza attrezzatura, integrarsi nell’ambiente marino. Invidiarli perché sembrano pesci, sentirli in sintonia con un ambiente che non è quello delle persone della terraferma. La loro gestualità maestosa, leggera, conferiva una dimensione superiore a ciò che facevano. Da settembre 2017, ho preso una licenza al Nautile Club di Grenoble. Da novembre 2017, partecipavo alla mia prima competizione a Echirolles. »
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