Al largo della Florida, la NASA conduce ogni anno un esperimento singolare: inviare un equipaggio nel modulo subacqueo Aquarius per simulare le sfide di una missione di esplorazione spaziale. Isolati dal mondo in questo habitat sottomarino, gli astronauti sperimentano un isolamento totale e svolgono, durante le missioni NEEMO, numerose immersioni destinate a riprodurre le condizioni che si incontreranno durante future spedizioni verso la Luna o Marte.

Il laboratorio subacqueo Aquarius: un centro di addestramento unico
Dall’inizio degli anni 2000, la NASA ha organizzato 23 missioni NEEMO. Ogni volta, un nuovo equipaggio si immerge per diversi giorni, operando a oltre 20 metri di profondità, nel laboratorio Aquarius gestito dall’Università Internazionale della Florida (FIU), al largo delle Keys. Questo modulo, collegato a una piattaforma galleggiante per l’alimentazione elettrica e le comunicazioni audio, video e informatiche, mantiene una pressione identica all’ambiente acquatico (3 bar) ed è costantemente accessibile tramite un portello connesso al mondo sottomarino.
L’esperienza vissuta dagli equipaggi è paragonabile a quella di una stazione spaziale: confinamento in uno spazio ridotto, impossibilità di tornare in superficie senza una lunga desaturazione, e gestione di rischi maggiori. Come Laurent Ballesta e il suo team durante la spedizione Gombessa 5 (cfr. Plongez! n°22 e 25), gli occupanti di Aquarius vivono in saturazione di azoto, il che impone precauzioni estreme.
Addestramenti avanzati, vicini alla realtà spaziale
Nel 2014, Hervé Stevenin, al pari di Thomas Pesquet, ha partecipato alla missione NEEMO 19, e testimonia: «Ci addestriamo a reagire a emergenze critiche simili a quelle della Stazione Spaziale Internazionale: depressurizzazione (inondazione), incendio, contaminazione atmosferica… Dobbiamo essere in grado di evacuare in qualsiasi momento e attendere i soccorsi sott’acqua, in una campana, fino all’arrivo di una nave dotata di camera di decompressione. I rischi sono reali. Dobbiamo essere di massima rigore in ogni gesto, seguire le procedure scrupolosamente. Durante un’immersione di 4 ore lontano dal modulo, il minimo errore può diventare fatale. Si affida la propria vita nelle mani dei compagni, e viceversa. Questa fiducia assoluta forgia lo spirito di squadra, proprio come a bordo di un veicolo spaziale.»

Ogni giornata è cronometrata come a bordo dell’ISS: i CAPCOM garantiscono il collegamento con la superficie, esperimenti scientifici sono eseguiti nel modulo, e immersioni (EVA per Extra Vehicular Activity) sono programmate quotidianamente secondo un programma serrato.
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