Progetto Tamataroa salvare i signori delle Tuamotu (squali martello mokarran) 3/3

Qualche mese fa, una prima pubblicazione scientifica, sostenuta da Tatiana Boube, membro del polo Scienza della Mokarran Protection Society, ha presentato i risultati di una ricerca in corso. Sebbene la nostra comprensione dei longimani alle Tuamotu progredisca, molte domande rimangono senza risposta! Zone di studio L’associazione si concentra principalmente su due passaggi: quello di Tiputa […]

Qualche mese fa, una prima pubblicazione scientifica, sostenuta da Tatiana Boube, membro del polo Scienza della Mokarran Protection Society, ha presentato i risultati di una ricerca in corso. Sebbene la nostra comprensione dei longimani alle Tuamotu progredisca, molte domande rimangono senza risposta!

Zone di studio

L’associazione si concentra principalmente su due passaggi: quello di Tiputa a Rangiroa e quello di Tuheiava a Tikehau, con osservazioni occasionali ad Avatoru, anch’esso a Rangiroa. Secondo Tatiana, « vista il numero di individui conteggiati, sembra che la popolazione dei mokarrans alle Tuamotu superi quella delle Bahamas, anche se non possiamo quantificarla con precisione ».

Maglietta blu
La foto-identificazione si affida a tutti i segni distintivi dell’animale, come macchie o cicatrici.

Creazione di un catalogo di foto-identificazione

Dalla sua creazione, l’associazione si è impegnata a identificare gli squali in questa zona. A differenza di specie marine come le mante, che possiedono motivi unici, la foto-identificazione dei grandi squali martello si basa su diversi aspetti del loro corpo. Tatiana spiega: « Rileviamo cicatrici e marchi secondo un protocollo rigoroso. Tuttavia, questi segni distintivi non sono sempre duraturi e possono evolversi. » Le femmine presentano più marchi dei maschi, probabilmente a causa dei comportamenti riproduttivi. « Nelle prime tre stagioni, abbiamo identificato 67 individui diversi, ma molti altri, senza marchi significativi, sfuggono alla nostra identificazione. »


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