« È impossibile mettere un ricercatore dietro ogni albero o in ogni campo. È impensabile per i biologi dividere l’intero territorio per censire le specie. Eppure, questi dati oggi sono cruciali, non solo per stabilire un bilancio preciso della biodiversità, ma anche per comprendere il comportamento delle specie e trovare percorsi concreti per agire». Géraldine Audrerie, ingegnera ecologa, spiega così l’appello lanciato dalla Fondazione Nicolas Hulot con il Museo nazionale di Storia naturale e l’Unione nazionale dei CPIE (centri permanenti di iniziative per l’ambiente) per una mobilitazione collettiva già da quest’estate.
A tal fine, basta collegarsi alla piattaforma collaborativa OPEN (Osservatori partecipativi delle specie e della natura) lanciata a giugno 2018 da queste tre istituzioni: l’insieme dei programmi di scienze partecipative presenti in continente e oltreoceano vi sono elencati. La ricerca si effettua facilmente in base a diversi criteri (regione, tema, specie…): contare le falene sotto le stelle, partire in spedizione alla scoperta dei cetacei del Mediterraneo, cercare il carabo dalle chele d’oro nelle foreste, inseguire le griffes de sorcière sulle spiagge della Bretagna… Sono elencati 146 osservatori, alcuni dei quali hanno diversi oggetti di studio:
- 31 per i piccoli mammiferi
- 20 per i grandi mammiferi marini
- 34 per rettili e anfibi
- 50 per le farfalle, gli impollinatori e altri insetti
- 46 per gli uccelli
- 13 per gli aracnidi e i millepiedi

2 esempi di programmi legati al mare e agli oceani
1- Osservare i cetacei nel Mediterraneo – Come partecipare? L’associazione Cybelle Planète organizza escursioni di una settimana su una barca a vela. Direzione santuario Pelagos dei mammiferi marini, al largo di Monaco. Guidati da un eco-guida, i volontari censiscono balene, delfini, ma anche tartarughe marine.
– Qual è l’obiettivo scientifico? Circa 1300 partecipanti al programma hanno, dalla sua creazione nel 2005, contribuito a una quindicina di rapporti di ricerca. I censimenti dei grandi cetacei (balenottera comune e capodoglio) hanno permesso in particolare di identificare le zone a rischio di collisione con le navi mercantili.
– Per chi? Le escursioni sono aperte a tutti, con tre livelli (principiante, esperto, esperto). I diportisti possono anche effettuare osservazioni direttamente dalla loro barca.
– Dove? Ovunque nel Mediterraneo, nel santuario di Pelagos per le escursioni. Per saperne di più su questo osservatorio su OPEN
2- Arricchire l’inventario del patrimonio a 20 metri sott’acqua grazie al programma BioObs – Come partecipare? Il programma BioObs, avviato in collaborazione con la Federazione francese di studi e sport subacquei (FFESS) e il Museo nazionale di Storia naturale (MNHN), è dedicato ai subacquei. La loro missione: osservare le specie, fotografarle e inserire i dati di osservazione sul sito BioObs. Questi dati arricchiscono poi la banca dati dell’Inventario Nazionale del Patrimonio Naturale (INPN), gestita dal MNHN. Avviato nel 2013, questo programma ha già mobilitato 950 subacquei osservatori che hanno effettuato oltre 55.000 osservazioni.
– Qual è l’obiettivo scientifico? Ad oggi, più di 800 specie marine o d’acqua dolce, che vivono in continente o oltreoceano, non sono o sono poco illustrate nell’INPN. Il programma BioObs mira innanzitutto ad alimentare questa banca dati. Contribuisce anche a tracciare l’area di distribuzione delle specie e la loro evoluzione nel tempo. La lumaca ‘porpora con bocca insanguinata’, temibile predatore di cozze e ostriche, è stata avvistata per la prima volta in Normandia nel 2018, mentre normalmente non si trova al di sopra di Arcachon.
– Per chi? Subacquei autonomi.
– Dove? Ovunque lungo la costa del continente, ma anche oltremare. Le immersioni al lago sono anch’esse incluse nel programma.Per saperne di più: vedere le informazioni su questo programma su OPEN