Scienziati della stazione di ricerche subacquee e oceanografiche di Calvi (STARESO) si sono uniti alla spedizione per esplorare le masse d’acqua del santuario e i fondali sabbiosi circostanti.
Studio della colonna d’acqua
Lovina Fullgrabe, ricercatrice presso STARESO, ha scelto di analizzare la colonna d’acqua sulla radiale che collega Nizza a Calvi. Sono state selezionate dieci stazioni, distribuite uniformemente lungo il percorso, consentendo alla biologa di effettuare analisi fisico-chimiche e prelievi di plancton. Sebbene studi simili siano stati effettuati negli anni ’70 e 2000 su porzioni più piccole, questa spedizione è la prima a coprire l’intero tragitto.

Strumenti e metodologia
Sonde dotate di sensori sono state immerse fino a 200 metri di profondità per registrare parametri come salinità, temperatura dell’acqua e contenuto di ossigeno. Contrariamente a un’idea diffusa, il triangolo ligure non è una massa d’acqua omogenea; la corrente liguro-provenzale, che gira in senso antiorario, interagisce con tre tipi di masse d’acqua, definite come zone idrografiche. La zona centrale, con il Golfo del Leone, è riconosciuta come una delle quattro grandi regioni in grado di generare acque profonde che influenzano la circolazione termoalina nel Mediterraneo.

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