Alcuni mesi fa, il relitto dell’Endurance, la nave dell’esploratore britannico Ernest Shackleton, è stato ritrovato a 3000 metri di profondità al largo dell’Antartide, dove era stata spezzata dai ghiacci nel 1915. Questa scoperta incredibile è il frutto di un’avventura umana e tecnologica fuori dal comune, raccontata da Nicolas Vincent, responsabile delle operazioni sottomarine.
Un ritorno emozionante
Più di tre mesi dopo il suo ritorno, Nicolas Vincent condivide i dettagli della spedizione del Falklands Maritime Heritage Trust (FMHT), che ha condotto alla scoperta del relitto. Responsabile da dieci anni delle operazioni di Deep Ocean Search, una societa specializzata nella ricerca di relitti in tutto il mondo, ha affrontato numerose sfide. «Ma il mare di Weddell, riconosce, è un’altra cosa. Prima di partire, nessuno sapeva davvero cosa aspettarsi.» La preparazione ha dovuto quindi tenere conto di condizioni meteorologiche estreme, dove il freddo associato al vento può provocare temperature percepite fino a -40°C, oltre a sfide tecniche inedite.

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