Questo sabato 12 dicembre, la goletta Tara lascierà il porto di Lorient per un grande periplo di due anni nell’Atlantico sud. Durante questa spedizione scientifica, la barca-laboratorio percorrerà 70.000 chilometri per studiare i microbiomi che costituiscono il tessuto più fondamentale dell’oceano.Primo anello di una immensa rete alimentare che nutre una buona parte dell’umanità, i microrganismi rappresentano più dei due terzi della biomassa marina, occupando quindi un posto essenziale in questo ambiente. Questi organismi marini sono vere e proprie fabbriche che catturano il diossido di carbonio atmosferico su scala planetaria, producendo in cambio l’ossigeno che respiriamo ogni giorno. Eppure, il funzionamento di questo mondo invisibile è ancora largamente sconosciuto.
Di microrganismi sono sensibili al cambiamento climatico?Lungo le coste sudamericane e africane, fino in Antartide con un passaggio per il Cile, questa missione coinvolgerà 42 strutture di ricerca e quasi 200 scienziati in tutto il mondo per cercare di comprendere questi microrganismi e le loro interazioni con l’ambiente. « A differenza delle missioni precedenti di Tara che effettuavano un campionamento uniforme ovunque passasse la barca per rivelare “Chi c’è?”, questa volta adatteremo i protocolli durante la missione per capire “Come funziona?” » sottolinea Colomban de Vargas, ricercatore CNRS/Sorbonne e codirettore scientifico della missione.
Nel programma di questi due anni di ricerche: gli scienziati raccoglieranno il microbioma marino in vista di un importante sequenziamento del DNA e dell’imaging. Contemporaneamente verranno misurati i parametri ambientali: temperatura, tasso di ossigeno, presenza di nutrienti, inquinamento plastico… “Vogliamo comprendere come questo microbioma funzioni come un insieme, e se la sua efficacia sia sensibile all’inquinamento plastico o al riscaldamento degli oceani in atto.” riassume Romain Troublé, direttore generale della fondazione Tara Océan.

Questa nuova missione permetterà di comprendere più dettagliatamente i grandi meccanismi che legano microbioma e clima, stima Daniele Iudicone, ricercatore alla Stazione Zoologica Anton Dohrn (Napoli, Italia) e codirettore scientifico della missione. «Le risposte fornite da questa missione dovrebbero quindi rivelarsi particolarmente utili per migliorare i modelli di previsione climatica, soprattutto integrandovi parametri biologici.”Trasmissione e sensibilizzazioneMa oltre alla ricerca scientifica, la goletta Tara sarà anche – come in ognuna delle sue missioni – un luogo di trasmissione e sensibilizzazione. Durante le sue 21 tappe, il grande pubblico e le scuole potranno salire a bordo per scoprire il lavoro dei ricercatori. Le squadre di scienziati formeranno anche i ricercatori locali sulle competenze e tecniche di studio dell’oceano.

In Francia metropolitana e nelle reti francofone, verranno proposte due operazioni educative alle scuole: sulle orme di Tara affinché le classi possano interagire in diretta tramite videoconferenza con i membri dell’equipaggio e Echi di Scalo, per affrontare le questioni dello sviluppo sostenibile in tutto il mondo.
Data la situazione sanitaria attuale, il pubblico non sarà consentito di radunarsi e seguire la partenza della goletta da Lorient, ma verrà proposto un dispositivo digitale live su Facebook et Instagram. Potrete seguire l’avanzamento della goletta e tutte le tappe della missione su la piattaforma digitale della Fondazione.Immagine di apertura © Sacha Bollet – Fondazione Tara Ocean