Il pubblico può finalmente ammirare i tesori artistici preistorici scoperti nel 1985 da Henri Cosquer. Vi sveliamo la storia di questa incredibile scoperta, i tre decenni di studi condotti nella grotta, e vi portiamo dietro le quinte della sua ricostruzione.

Cosa ci rivela la grotta Cosquer
La grotta Cosquer, eccezionalmente ben conservata ma estremamente fragile, è studiata da trent’anni. I progressi tecnologici hanno permesso di far avanzare la scienza, rivelando una testimonianza commovente delle nostre origini.
Una scrupolosa esplorazione scientifica
La grotta del capo Morgiou, che ospita un affascinante bestiario preistorico, avrebbe potuto rimanere sconosciuta. L’innalzamento del livello del Mediterraneo l’ha isolata e ha distrutto tre quarti delle opere. Sotto la direzione del Ministero della Cultura, missioni scientifiche hanno studiato e digitalizzato il sito, nonostante le difficoltà di accesso. L’obiettivo era raccogliere dati per la ricerca in laboratorio.

Sin dal 1994, Luc Vanrell, subacqueo professionista marsigliese, ha coordinato i lavori tecnici e scientifici. Tra il 2001 e il 2005, sono state condotte cinque campagne di ricerche archeologiche, seguite da altre cinque tra il 2010 e il 2015 con l’ingegnere e sub Michel Olive. Dalla scoperta, sono stati censiti 17 selci lavorati dagli Homo sapiens. Un nuovo team del laboratorio Lampea, guidato da Cyril Montoya, continua le ricerche per il Ministero della Cultura. Luc Vanrell, che trasmette la logistica alla figlia Orsane, sottolinea: «Bisogna comprendere come vivevano questi uomini, trovando elementi della loro quotidianità».
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