Diverse strade permettono di combinare l’impegno nella Marina nazionale e l’immersione, a tempo pieno o associate a un altro mestiere. Vi portiamo alla scoperta di formazioni esigenti, dove rigore e determinazione sono valori imprescindibili. Ma alla fine, si prospettano carriere che lasciano ampio spazio alla passione!
Diventare subacqueo nella Marina significa inserirsi, ancora oggi, nella lunga tradizione dei pionieri dell’immersione. Ovunque nei locali della scuola di Saint-Mandrier, il ritratto di Philippe Tailliez e il suo sguardo eternamente benevolo ricordano il loro retaggio. Se per molti giovani subacquei il suo nome non evoca nulla, è a lui – e ai suoi compagni Jacques-Yves Cousteau e Frédéric Dumas – che dobbiamo sia lo sviluppo dell’immersione con scafandro sia la creazione di ciò che diventerà la CEPHISMER, la CEllula Plongée Humaine et Intervention Sous la MER, che gestisce l’insieme degli effettivi dei subacquei militari, e la creazione della scuola d’immersione.
Tutti formés à Saint-Mandrier
Tutti, che appartengano alla Marina nazionale o ad altre forze armate, sono formati alla scuola d’immersione di Saint-Mandrier. E il sito storico della penisola non è stato scelto per caso. Oltre al supporto logistico fornito dalla presenza della base navale, è anche l’unico porto del Mediterraneo continentale orientato verso nord, particolarmente protetto dalla rada di Tolone, il che lo protegge dai venti dominanti e consente di avere un piano d’acqua praticabile tutto l’anno. La zona di addestramento, su fondali da 6 a 25 metri, è un luogo di apprendimento ideale.

Ospita lo stage per subacqueo di bordo, base comune a tutte le forze armate, direzioni e servizi, dalla Direzione generale degli armamenti (DGA) al Servizio sanitario delle forze armate (SSA), passando per la Gendarmeria nazionale, l’Esercito o i vigili del fuoco di Parigi (BSPP), con 5 sessioni di 40 allievi all’anno; ma anche corsi per subacquei sminatori e nuotatori da combattimento, oltre a numerose formazioni complementari.
« Per me, l’immersioneée n’è un veicolo,’spiega il capitano di fregata Jérôme Pernot, a capo della scuola di immersione explique le capitaine de frégate Jérôme Pernot, à la tête de l’école de plongée, e chiedo loro, a quelli che hanno déjà immersionefatto da civili d’dimenticare ciò che’hanno imparato. Non si’tratta per loro di fare’esplorazione, ma piuttosto di fare’interventi à visémilitari ». Per ottenere ciò, 70 stabili, 30 riservisti, ai quali si aggiunge una trentina di persone tra personale sanitario e servizi logistici in supporto, tutelano direttamente o indirettamente gli studenti.
« Mi aspetto da loro forza morale, umiltà, rigore e una disciplina di vita, insiste il loro comandante. Non dimentichiamo che dobbiamo operare in un ambiente ostile.» La scuola d’immersione e il centro di expertise dell’immersione militare (CEPHISMER) lavorano in continuo collegamento, per far evolvere le formazioni affinché aderiscano al meglio alla realtà del campo. Il profilo degli istruttori, che sono lì solo per un periodo limitato di due o tre anni prima di tornare a un’altra unità, permette anche di non allontanarsi mai dagli imperativi concreti delle professioni. « Mi sembra essenziale, in un’ottica di evoluzione permanente delle nostre formazioni e delle ricerche di prestazione, che manteniamo, in collaborazione con il CEPHISMER, un’attenta vigilanza sui metodi impiegati nell’immersione tek civile. Hanno fatto un enorme passo avanti e penso che abbiamo molto da guadagnare mantenendo un collegamento stretto tra i nostri due mondi »Certamente, la nostra scuola è stata profondamente modernizzata dal 1953, ma ci basiamo sempre sullo spirito pionieristico degli Antichi, sui valori di impegno, continua, è ciò che deve germogliare prima di tutto nella mente di coloro che passano di qui.
Subacqueo di bordo
La base di tutte le formazioni
Combinare immersione e carriera militare implica necessariamente passare per lo stage da subacqueo di bordo. Per alcuni, è un obiettivo in sé, per altri una tappa nella loro formazione: tutti hanno sei settimane per dimostrare il loro valore e ottenere la preziosa certificazione.

Subacqueo sminatoreéminatore
Seguendo la continuité deiéprecursori
I subacquei sminatori, contrariamente ai subacquei di bordo, vengono ad apprendere una professione a sé. Il loro apprendimento dura 10 mesi, tra immersione ad aria fino a 50 metri, utilizzo del riciclatore CRABE fino a 80 metri e apprendimento delle tecniche di sminamento.

Subacqueo sminatore’héelicotterère
Soccorritori straordinari
Sono circa 70, distribuiti sulle navi della Marina nazionale, ad essere in possesso della certificazione che permette loro di operare in mare da un elicottero. Condizioni molto particolari che richiedono un apprendimento mirato, tra sollevamento in elicottero, immersione e soccorso alle vittime.

Nuotatore da combattimento
Combattenti d’élitéélite
Sono solo una manciata a ottenere ogni anno la certificazione di nuotatore da combattimento. Raggiungono quindi il Commando Hubert, specializzato nelle operazioni subacquee più sensibili, dal contro-terrorismo alla liberazione di ostaggi, passando per l’intelligence o la distruzione di obiettivi. La 98ª sessione di formazione si è tenuta nel 2022, 70 anni dopo la creazione dei nuotatori da combattimento.

Subacquei in tutti i corpi d’armée
Attualmente, circa 2250 subacquei sono distribuiti tra tutti i corpi d’armata. Una cinquantina nell’Aeronautica Militare, oltre ai servizi sanitari, circa 300 nell’Esercito tra cui i vigili del fuoco di Parigi, circa 200 nella Gendarmeria nazionale. I subacquei di bordo della Marina nazionale sono circa un migliaio, i subacquei sminatori circa 300, i nuotatori da combattimento un centinaio. A questi si aggiungono i subacquei da elicottero, circa 70, e quelli della Gendarmeria marittima, una sessantina.

Professioni che diventano più femminili
Dal 1993, le formazioni per subacqueo di bordo, subacqueo sminatore e subacqueo da elicottero sono aperte alle donne. Nella Marina nazionale, si contano una quindicina di donne subacquee di bordo e quattro subacquee sminatrici. La prima donna subacquea da elicottero è attualmente in servizio a Hyères. Tuttavia, non si conta ancora alcuna nuotatrice da combattimento. Perché se i commando marini, nei quali avviene il reclutamento per il commando Hubert, sono accessibili alle donne dal 2001, nessuna ha per il momento integrato queste unità.
Où s’contattare per saperne di più?
Per unirsi alla Marina nazionale, bisogna rivolgersi a un CIRFA (Centro di informazione e reclutamento delle forze armate). Ce ne sono diversi, distribuiti sul territorio. I loro contatti sono disponibili sul sito internet di reclutamento della Marina nazionale: www.lamarinerecrute.fr
immagine di apertura © Benjamin Papin / marine nationale / Difesa