Kevin Rolland: Dalla Caduta Vertiginosa alla Rinascita Acquatica

Il 30 aprile 2019, il mondo dello sci acrobatico tratteneva il fiato. Kevin Rolland, stella dell’half-pipe e medagliato olimpico, era in condizioni critiche dopo una caduta spettacolare durante un tentativo di record a La Plagne. Risultato: bacino fratturato, costole rotte, polmone perforato e multiple emorragie. La sua prognosi vitale era in pericolo. Undici mesi dopo, […]

Il 30 aprile 2019, il mondo dello sci acrobatico tratteneva il fiato. Kevin Rolland, stella dell’half-pipe e medagliato olimpico, era in condizioni critiche dopo una caduta spettacolare durante un tentativo di record a La Plagne. Risultato: bacino fratturato, costole rotte, polmone perforato e multiple emorragie. La sua prognosi vitale era in pericolo.

Undici mesi dopo, dopo 45 giorni a letto, il savoiardo tornava sulle piste. Il suo segreto? Un recupero straordinario, attingendo la sua forza dall’apnea, tra il lago di Annecy e le acque di Monaco. Una disciplina divenuta un’alleata inaspettata, permettendogli di ritrovare il suo corpo e la sua mente. Ai Giochi invernali di Pechino, affrontava una nuova sfida, rafforzato da questa rinascita.

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Foto: Kevin Rolland

L’Acqua, un’affinità profonda

Dopo la neve, l’acqua è come una seconda natura per voi?

« L’acqua è sempre stata il mio elemento. Ho trascorso la mia infanzia al Grau-du-Roi e alle Baleari, nuotando ed esplorando i fondali marini. Non immaginavo che un giorno mi avrebbe salvato. Ero affascinato da Il Grande Blu, un film che ho visto decine di volte. L’apnea mi sembrava inaccessibile, poi è diventata una certezza. Prima del mio incidente, la praticavo occasionalmente. Dopo tre mesi di ospedale, avevo bisogno di ritrovare la sensazione di essere un atleta, di controllare il mio corpo senza dolore. L’appello del lago di Annecy è stato irresistibile. »

L’Apnea, una Rieducazione Inaspettata

L’apnea come rieducazione, idea incredibile, no?

« Incapace di camminare, il nuoto fu la mia salvezza, a pochi metri da casa, nel lago di Annecy. Nuotare a crawl per 30 minuti, senza gambe, era una vittoria. L’acqua mi ha portato un benessere immenso, un vuoto mentale salutare. Dimenticavo l’incidente, restavo attivo. L’assenza di peso mi liberava dai miei dolori, dai miei traumi. Lunghezza dopo lunghezza, andavo avanti. Il mio corpo seguiva. Pian piano, mi sono trasformato in un apneista. Sempre accompagnato, ho fatto dei progressi. Il mio polmone, perforato durante la caduta, ha risposto positivamente. Ho persino finito per rafforzarlo, con sorpresa del personale medico. »


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