L’Aber-Wrac’h, spesso associato a ricordi tragici come il naufragio della petroliera Amoco Cadiz nel 1978, è in realtà un tesoro per i subacquei. Questo luogo, sebbene segnato dalla sua storia, offre immersioni di una ricchezza insospettata. A pochi colpi di pinne da questo luogo mitico, la Roche aux Moines ti aspetta per un’esperienza subacquea indimenticabile.
Scoperta dell’Aber-Wrac’h
Il termine « Aber » proviene dal bretone e designa una baia stretta formata dal mare che invade la valle di un fiume costiero. Questo fenomeno crea un estuario dove le acque dolci e salate si incontrano, offrendo un ambiente unico. Nella regione degli Abers, situata nel nord del Finistère, si trovano diversi abers, come l’Aber-Benoît e l’Aber-Ildut. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le acque qui sono generalmente molto chiare, con le correnti della Manica che spazzano rapidamente i sedimenti.

Immersione alla Roche aux Moines
La Roche aux Moines, il cui nome potrebbe essere legato all’abbazia di Notre-Dame-des-Anges a Landéda, è un sito di immersione notevole. All’uscita del porto, un faro verde segnala un plateau che si estende tra i 3 e i 6 metri di profondità, ideale per iniziare l’immersione.
Un Ecosistema Ricco
L’immersione inizia sopra le alghe brune, le himanthales (Himanthalia elongata), prima di dirigersi verso un campo di laminari. Qui, è comune incontrare piccoli lieus, gobi nuotatori, vecchie e crénilabres. Proseguendo, si presenta un dirupo che scende verso i 20-25 metri. Prima di scendere, prenditi il tempo per esplorare le rocce a 10-12 metri, dove potrai avvistare conger, aragoste e gamberi bouquet.

Fauna e Flora Sottomarina
A 20 metri, la roccia si trova alla tua destra. È un luogo perfetto per osservare la fauna atlantica. Qui scoprirai aragoste, blennidi, granchi e molte altre specie. Le spugne incrostanti, corynactis, sabelles e alcyoni arricchiscono anche il paesaggio sottomarino. Tieni gli occhi aperti per avvistare vecchie, tacaudi, orate e persino un polpo in giro.
Ritorno in Superficie
Raggiungendo una grande roccia che risale da 22 a 13 metri, è tempo di tornare indietro. Tornando, segui la roccia e risali gradualmente, osservando i banchi di lieus gialli e i branzini in caccia. Prenditi il tempo per esplorare le pietre isolate, dove si nascondono anemoni, granchi del genere Inachus e gamberi Periclimenes. In stagione, potresti anche incontrare seppie, rossetti o razze.

Consigli Pratici
Come Arrivare
- In auto: Prendi la direzione di Rennes, poi la N12 verso Brest o Nantes, e infine la N165.
- In treno: La linea TGV Rennes-Brest serve la regione in circa 2 ore.
- In aereo: L’aeroporto di Brest è accessibile da diverse grandi città.
Alloggio
Numerose opzioni di alloggio sono disponibili, che vanno dal campeggio agli hotel di lusso, passando per gîtes e camere in affitto. Al di fuori dell’alta stagione estiva, troverai facilmente un alloggio adatto alle tue esigenze.
Centri di Immersione
Per gli appassionati di immersioni, il team di Aber-Wrac’h Plongée, situato nel porto dell’Aber-Wrac’h, offre uscite a partire da 35 €. Contattali al 06 77 78 45 15 o visita il loro sito Aber-Wrac’h Plongée.

Attrezzatura da Immersione
In caso di bisogno, diversi negozi di immersione si trovano nelle vicinanze:
- Arimair: 400 rue Alain Colas, 29470 Plougastel Daoulas.
- Loisir 3000: Rue Eugène Berest, porto del Moulin Blanc, 29200 Brest.
- Cabesto: 47 rue Amiral Romain Desfosses, 29200 Brest.
Attività nei Dintorni
Oltre all’immersione, la regione offre molte attività: vela, escursioni a piedi o in bicicletta, equitazione, visite a fari e cappelle. Per ulteriori informazioni, consulta il sito Abers Tourisme.

Conclusione
Immersione alla Roche aux Moines significa scoprire un mondo sottomarino ricco e variegato, lontano dai luoghi comuni sull’Aber-Wrac’h. Che tu sia un appassionato di relitti o un amante della fauna marina, questo sito saprà conquistarti. Allora, cosa aspetti a tuffarti in questa avventura?
Questo articolo, originariamente scritto da Daniel Deflorin per la nostra edizione cartacea, è stato adattato per il web.
Foto: Daniel Deflorin.