La fotografia subacquea presenta una sfida unica: lo strato d’acqua che, ben presto, diventa un vero e proprio ostacolo per catturare immagini brillanti e fedeli alla realtà. Tuttavia, grazie a poche regole semplici e alla scelta dell’attrezzatura adeguata, potrete trarre vantaggio da questo ambiente così particolare e realizzare scatti memorabili.
Comprendere la perdita di colore sott’acqua
Il primo scoglio nelle immersioni è la rapida perdita di colore in base alla profondità. Già a 3 metri sotto la superficie, i toni rossi scompaiono, e oltre i 10 metri, restano solo le tonalità verdi e blu. È importante notare che questa perdita si applica sia in senso verticale che orizzontale! È qui che i flash e i fari entrano in gioco: permettono di ‘recuperare’ i colori perduti, anche se la loro portata rimane sempre limitata.

Visibilità e qualità dell’immagine
La visibilità subacquea ha anche un grande impatto sulle possibilità di ripresa e sulla qualità delle vostre foto. Che l’acqua sia limpida e cristallina o al contrario carica e torbida, le sfide saranno molto diverse. Generalmente, una buona visibilità supera raramente 15 a 20 metri ; oltre, la scena si confonde in una foschia bluastra che limita la nitidezza e la profondità delle immagini.
Prospettiva e stima delle distanze
Altro aspetto da considerare: l’occhio umano è ingannato sott’acqua. Lo strato liquido agisce come una lente e falsifica la percezione delle distanze. Quindi, ciò che vi sembra a 3 metri da voi si trova in realtà a 4 metri. Lo stesso vale per la dimensione del vostro soggetto (il cernia di 40 kg potrà sembrare molto più modesto una volta a terra!). La gestione della vostra posizione rispetto al soggetto è quindi essenziale e, prima regola obbligatoria per riuscire uno scatto: per accorciare una distanza, avvicinatevi.
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