A Mayotte Deep Blue Exploration riprende la via della grotta sommersa

In uno dei nostri numeri precedenti (vedi Plongez! n°46), il team di Deep Blue Exploration ci aveva invitato a scoprire una grotta sommersa nel cuore delle acque maoresi. Un anno dopo, torna sul posto, questa volta per realizzare una modellizzazione completa. Gaby Barathieu condivide con noi la loro esperienza. A gennaio 2023, la nostra prima […]

In uno dei nostri numeri precedenti (vedi Plongez! n°46), il team di Deep Blue Exploration ci aveva invitato a scoprire una grotta sommersa nel cuore delle acque maoresi. Un anno dopo, torna sul posto, questa volta per realizzare una modellizzazione completa. Gaby Barathieu condivide con noi la loro esperienza.

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Vista aerea della spiaggia di M’zouazia dal club di immersione Abalone che ci ha gentilmente ospitati per la seconda volta. © Gaby Barathieu

A gennaio 2023, la nostra prima missione, battezzata Gumbo La Baharini, mirava a estrarre una stalagmite di oltre ventimila anni, a 75 metri di profondità. Un’impresa senza precedenti! Forti di questo successo, abbiamo rimesso le pinne all’inizio dell’anno per una seconda missione altrettanto innovativa.

Quasi un anno dopo la nostra prima avventura, abbiamo di nuovo puntato verso questa grotta di origine carsica, situata a 50 metri di profondità vicino al passaggio Bateau, a sud della laguna di Mayotte. Questa volta, il nostro obiettivo è raccogliere tutti i dati necessari per la modellizzazione 3D della grotta. Per 12 giorni, ci immergeremo tra 50 e 80 metri in questo labirinto, con la speranza di realizzare una nuova prima mondiale.

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Foto panoramica a 80 gradi realizzata a 60 metri di profondità all’ingresso della grotta. La sfida tecnica di questa foto risiede nel riuscire a estrarre informazioni nelle parti scure della grotta senza sovraesporre le zone luminose. © Gaby Barathieu

Una sfida notevole

La struttura sottomarina della grotta è particolarmente complessa, con percorsi sinuosi, diverse grandi sale, costrizioni, blocchi crollati e stalagmiti e stalattiti, molte delle quali sono cadute al suolo a causa di antichi terremoti. Inoltre, le zone di depositi sedimentari molto volatili aggiungono complessità. Questa formazione geologica, lunga oltre 130 metri e unica a Mayotte e nell’oceano Indiano, attira l’attenzione di numerosi scienziati.


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