« L’apnea mi aiuta a decomprimere, specialmente quando navigo in solitaria »

Charles Caudrelier, 49 anni e vincitore dell’ultima Route du Rhum, è uno skipper appassionato di apnea. Al timone del suo maxi-trimarano, il Maxi Edmond de Rothschild, trova nell’apnea un modo per riconnettersi e gestire la pressione inerente alla navigazione. Influenzato dal campione del mondo Arnaud Jerald, Caudrelier ha sviluppato una passione per le profondità marine, un interesse che ha coltivato sin dall’infanzia attraverso i documentari del Comandante Cousteau. La sua tuta blu, replica di quella di Jacques Mayol, è un prezioso ricordo che conserva dall’età di dodici anni.
Un marinaio a suo agio nell’acqua
Ah sì, è proprio vero! (ride) Devo ammettere che molti skipper non sono a loro agio nell’acqua. Alcuni hanno persino paura di immergersi sotto la loro barca durante una gara in solitaria. Sebbene ci siano eccezioni, come Jean-Pierre Dick che adora nuotare, molti dei miei compagni non condividono questa facilità. Per quanto mi riguarda, anche se sono nato a Parigi, sono sempre stato a mio agio nell’acqua. Sono cresciuto nella baia di Port-la-Forêt, dove guardavo i campioni navigare. Erano tutta la mia ispirazione.
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