Lo scorso 22 novembre, il professor Daniel Pauly, biologo canadese riconosciuto come uno dei più grandi specialisti al mondo delle risorse marine, ha ricevuto la Grande medaglia di oceanografia Albert 1er presso l’Istituto oceanografico di Parigi. L’occasione per Immergiti! discutere con questo scienziato i problemi della pesca eccessiva.

Qual è la tua opinione sugli oceani?Non potranno a lungo svolgere i ruoli che la nostra civiltà industriale gli ha attribuito, ovvero servire da discarica per i nostri rifiuti e contemporaneamente da fonte inesauribile di alimenti per le nostre popolazioni in continua crescita. La pesca è l’uso più intensivo che possiamo immaginare ed è il settore dove il divario che separa la nostra conoscenza scientifica dalle nostre attività estrattive è enorme.Perché, nonostante queste conoscenze scientifiche che evolvono, l’oceano si degrada sempre così tanto?Perché l’uomo non ha integrato nella sua quotidianità gli eventi e i problemi globali che lo superano. Viviamo giorno per giorno, senza preoccuparci del lungo termine e delle grandi sfide che dobbiamo affrontare (clima in particolare). E i politici non ci aiutano! Vivono con visioni di scadenze elettorali a brevissimo termine, rimandando le vere riforme necessarie.Alcuni politici hanno suonato il campanello d’allarme alla COP21…Certo, ma l’essere umano non ama eleggere chi dice la verità e propone sacrifici.Dove trovate allora la forza di combattere (tramite le ONG in cui siete coinvolto) se nulla cambia?Perché è la nostra sopravvivenza che è in gioco! Sappiamo che dobbiamo lottare, ma non abbiamo ancora trovato la leva che agisca sulla coscienza umana. Dire che bisogna smettere di mangiare questo o quel pesce è giusto, ma non basta a ripristinare gli stock. Le lobby sono troppo numerose, i grandi armatori pesano troppo. Nonostante tutti gli studi possibili, l’Ifremer non prenderà mai posizione contro i pescatori. Si interviene sempre dopo che gli stock sono esauriti.C’è un paese più virtuoso degli altri?Gli Stati Uniti. La legge Magnuson-Stevens (approvata nel 1976 e riformata più volte) sulla ricostituzione degli stock a 10 anni ha avuto un reale impatto positivo. In Europa, in particolare in Francia, i ministri prendono sempre le parti dei pescatori a scapito degli scienziati. L’emisfero nord si approvvigiona a scapito dei paesi (poveri) del sud e il divario si allarga irrimediabilmente.
Conversazione raccolta da Martine Carret
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