Pangatalan, l’isola dei limuli: Un santuario marino svelato da Laurent Ballesta

Laurent Ballesta, Wildlife Photographer of the Year per la quarta volta! Quest’anno, Laurent Ballesta, fotografo naturalista di fama, è stato nuovamente incoronato Wildlife Photographer of the Year per il suo eccezionale portfolio. Ci apre le porte di un mondo affascinante, quello delle limuli, queste creature enigmatiche che solcano i fondali marini da 150 milioni di […]

Laurent Ballesta, Wildlife Photographer of the Year per la quarta volta!

Quest’anno, Laurent Ballesta, fotografo naturalista di fama, è stato nuovamente incoronato Wildlife Photographer of the Year per il suo eccezionale portfolio. Ci apre le porte di un mondo affascinante, quello delle limuli, queste creature enigmatiche che solcano i fondali marini da 150 milioni di anni.

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In primavera, con la luna piena, la femmina ritorna sulla riva per deporre le uova fuori dall’acqua. Scava un piccolo buco nella sabbia e vi deposita alcune migliaia di uova. Per questa pessima nuotatrice, lasciare il fondale fangoso della baia, attraversare la barriera corallina e infine il laguna coperto di alghe in acque molto poco profonde è un enorme dispendio di energia. (1 m)

Incontro con una sopravvissuta dei tempi antichi

Osservare una limula è come tornare indietro nel tempo. Il suo movimento goffo, al contempo rematore, pedalatore e trottatore dei fondali, testimonia un’esistenza fuori dal tempo. Nulla sembra averla costretta a evolversi. Il suo incedere robusto e l’aspetto immutabile la rendono una vera sopravvissuta, avendo attraversato le epoche senza essere colpita dalle crisi ecologiche che hanno decimato altre specie, anche più veloci. I dinosauri sono scomparsi, ma la limula è ancora qui. Un discreto sopravvivente che impone rispetto.

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Campionessa di sopravvivenza, presente sulla terra da 450 milioni di anni, la specie è oggi classificata come vulnerabile, ma l’isola è per lei un rifugio di pace. (15 m)

Un fossile vivente immutato da eoni

Da 150 milioni di anni, la limula percorre i fondali marini senza che la sua morfologia sia mutata. Laurent Ballesta condivide la sua esperienza: « Nuoto al suo fianco da solo 3 ore, e la seguo senza difficoltà. Assomiglia più a un carro armato che a un aereo da caccia. » Questo artropode marino, più vicino a un grosso porcellino di terra che a un’aragosta, ostenta una corazza semplice: un unico guscio circolare che ricopre testa e torace, ornata da alcuni speroni dissuasivi. I suoi « occhi » sono periscopi laterali, radar sensibili alla luce che distinguono giorno e notte, più che veri organi di visione.

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Limula in procinto di sollevare sedimenti durante il suo spostamento su un fondo di fango. (15 m)

Immersione notturna e scoperta dell’isola di Pangatalan

Dopo tre ore di esplorazione, la notte cala rapidamente sott’acqua, un fenomeno dovuto alla rifrazione. I raggi del sole, inclinati, si ritirano, immergendo l’oceano nell’oscurità. L’immersione si conclude, e il team raggiunge l’isola di Pangatalan, un minuscolo isolotto di 4 ettari a nord-est di Palawan, nelle Filippine. Una dimora inaspettata li accoglie, frutto del lavoro appassionato di Fred e Chris Tardieux, una coppia di francesi che ha scelto di stabilirsi qui e di restaurare il suo ecosistema.

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L’isolotto di Pangatalan si trova in fondo a un’immensa baia. Le sue acque non sono trasparenti, piuttosto verdi, ricche di plancton e materia organica, tutto ciò che serve per nutrire e curare un ecosistema ferito che ospita enormi gorgonie e altri invertebrati filtratori. (12 m)

Pangatalan: un’isola che rinasce dalle sue ceneri

Per dieci anni, Fred e Chris, aiutati dalla popolazione locale, hanno ripiantato 60.000 alberi e piante, oltre a 10.000 mangrovie per riformare la foresta di mangrovie. Hanno poi intrapreso la restaurazione della barriera corallina, chiamando il biologo marino Thomas Pavy per stabilire una diagnosi ecologica e lavorare per la classificazione dell’isola come riserva naturale. Insieme, hanno installato quasi 300 moduli di cemento per fissare i coralli rotti, favorendo la ricrescita delle barriere naturali. Nel 2016, l’isola è ufficialmente dichiarata area marina protetta dal governo filippino.

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Questa femmina porta sulla sua schiena un maschio, certo ben adattato alle curve della sua amata, ma francamente poco espressivo e un po’ lento nella manovra: l’accoppiamento proseguirà per 15 giorni, durante i quali la dama dovrà portare questo fardello coniugale fino a quando il suo compagno impotente riuscirò finalmente a fare quello che è ben tenuto a fare! (15 m)

Un ecosistema in convalescenza

Pangatalan ritorna da lontano, avendo subito la deforestazione e la pesca eccessiva. Nonostante ciò, la speranza rinasce. L’isola è ora protetta, anche se questo implica respingere i pescatori locali, confrontati con un dilemma di sopravvivenza. La barriera corallina riprende vita poco a poco, e il team di Laurent Ballesta è lì per studiare e illustrare questa rinascita. Se i grandi pesci tardano a ritornare, la biodiversità è ben presente, pronta ad accogliere squali e dugonghi.

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La limula possiede dieci occhi! Per otto di essi, si tratta piuttosto di un organo, l’omatidio, che può essere considerato come un ricettore di luce e rileva solo oggetti in movimento. Possiede anche due occhi a faccette, anch’essi molto rudimentali, che offrono un’immagine con una risoluzione di circa 40 x 25 pixel. (10 m) –

Fotografia e speranza: Catturare la rinascita

In attesa del ritorno della biodiversità, le immersioni continuano. Florian realizza modelli fotogrammetrici 3D dei reef artificiali per seguire la loro evoluzione. Per Laurent Ballesta, la fotografia assume una nuova dimensione: « Non si tratta più solo di sublimare, ma di illustrare la speranza, di cercare i segni di un rinnovamento. » Le acque verdastre della baia, ricche di plancton, nutrono e curano l’ecosistema in convalescenza.

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Esistono in realtà 4 specie di limule. Qui, impossibile sbagliarsi con questo individuo. È sicuramente un maschio e un Tachypleus tridentatus, poiché solo questa specie possiede un’incavo nella parte anteriore della corazza per meglio inserirsi in quella della sua partner quando tenta di salire sulla sua schiena. (12 m)

Alla ricerca delle tracce:

Ogni mattina, le limule sono al loro posto. Cédric, assistente di Laurent Ballesta, percorre instancabilmente la piana fangosa per localizzarle, seguendo le loro impronte. La coda della limula lascia un lieve solco al suo passaggio, una traccia effimera che Cédric si sforza di seguire. Un giorno, scopre una doppia traccia e risale per trovare una coppia in pieno accoppiamento. Il maschio, dotato di un’incavo per aggrapparsi alla sua partner, si dimostra poco intraprendente, e l’accoppiamento dura 15 giorni, durante i quali la femmina deve sopportare questo fardello.

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La superficie della sua corazza è brillante ma, lungi dall’essere liscia, è punteggiata di minuscole spine e costituita da una struttura chitosa complessa che, vista dall’alto, assomiglia a un fiume prosciugato. (10 m)

Riproduzione e simbiosi:

Dopo l’accoppiamento, le femmine raggiungono la riva per deporre le loro uova nella sabbia. Liberate dai loro obblighi riproduttivi, le limule ritornano nelle profondità, scortate da carangidi dorati, pesci opportunisti che approfittano del lavoro della limula. Sotto la corazza di quest’ultima, si svela un altro mondo: una popolazione di gamberetti che vive tra le sue zampe.

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Un intero ecosistema si nasconde all’interno della sua corazza. Ciò che assomiglia a peli lungo il suo corpo sono idroidi, minuscoli invertebrati parenti delle meduse. Guardando attentamente, si distinguono almeno tre gamberetti aggrappati alle sue chele e alle sue branchie. (10 m)

La minaccia umana:

La vita tranquilla della limula potrebbe sembrare eterna, ma l’uomo ha scoperto un tesoro in essa: il suo sangue blu. Questa emocianina, contenente lisato di amebociti, è indispensabile per rilevare i batteri nei vaccini. Il prezzo esorbitante di questo sangue (14 000 dollari al litro) spinge alla cattura di 500 000 limule ogni anno, di cui è prelevato il 30% del sangue. Indebolite, le sopravvissute spesso muoiono dopo l’operazione. Nella baia del Delaware, il 75% delle limule è scomparso dagli anni ’80, classificando la specie come vulnerabile. Fortunatamente, a Pangatalan, la limula trova un rifugio di pace. Proteggere l’isola significa proteggere queste creature. Un’isola, una limula, un’idillio.

Questo articolo, inizialmente scritto da Laurent Ballesta per l’edizione cartacea di PLONGEZ!, è stato adattato per il web.

Foto © Laurent Ballesta.

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