Dalla piccola isola vulcanica di Réunion alle spiagge deserte delle Isole Sparse o alle vaste coste malgasce, gli habitat e i contesti differiscono notevolmente, influenzando così l’evoluzione delle popolazioni di tartarughe marine nella regione. A seconda della specie, lo stato di conservazione e le sfide variano considerevolmente, richiedendo una vigilanza e azioni adeguate da parte degli operatori impegnati.
Kelonia: 15 anni di impegno a favore delle tartarughe marine
Da oltre quindici anni, l’osservatorio Kelonia, con sede a Réunion, opera per la conservazione delle tartarughe marine, non solo a livello locale ma anche in tutta la regione sud-occidentale dell’oceano Indiano. Nonostante la mancanza di dati esaustivi, sembra che due specie, la tartaruga verde (Chelonia mydas) e la tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata), vedano progressivamente aumentare la loro popolazione di femmine riproduttive. Al contrario, la caretta (Caretta caretta) e la stessa tartaruga embricata subirebbero un declino in altri siti. Per quanto riguarda la tartaruga olivacea (Lepidochelys olivacea), le informazioni sono ancora troppo lacunose per fornire un vero stato delle cose.

Di fronte a queste sfide, Kelonia continua le sue iniziative di ricerca per comprendere meglio la dinamica delle popolazioni di tartarughe marine del sud-ovest dell’oceano Indiano. Ma la loro missione non si ferma qui: la sensibilizzazione del pubblico è indissociabile dalla ricerca. Come spiega Claire Jean, responsabile della ricerca a Kelonia: « Ogni programma si traduce in un’azione concreta destinata al grande pubblico, sotto forma di esposizione, per esempio. » Questo doppio approccio comprende anche l’assistenza e le cure fornite alle tartarughe ferite o indebolite ospitate presso il centro.

Oggi, Kelonia accoglie ogni anno circa 35 tartarughe, principalmente carette. Un numero in aumento, legato al crescente coinvolgimento dei pescatori nella raccolta di questi animali in difficoltà. Un partenariato specifico è stato infatti instaurato con gli armatori dei palangari di Réunion, su loro richiesta, per ridurre le catture accidentali.
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