Il 4 luglio 2024, la scuola di immersione di Saint-Mandrier ha segnato un’importante pietra miliare con la cerimonia di chiusura del 66° corso di sommozzatore sminatore. Dodici allievi sono stati certificati, commemorando così i 60 anni di una formazione che perpetua gli standard di eccellenza stabiliti dai suoi pionieri.
Un’eredità nata dopo la Seconda Guerra Mondiale
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Francia doveva avviare una vasta operazione di sminamento del suo litorale, a partire da Tolone. Sotto il comando del capitano di corvetta Philippe Tailliez, una manciata di pionieri, per lo più ex sommergibilisti, inizia questa missione. Innovano continuamente, sviluppando apparecchi respiratori, tabelle di decompressione e vari strumenti essenziali per il successo delle loro operazioni. Alcuni hanno persino pagato il prezzo più alto per il loro impegno. Nel 1953, il certificato di sommozzatore sminatore è stato istituito, attestando la loro formazione. Il capitano di fregata Jérôme Pernot, comandante della scuola di immersione, specifica che all’epoca, questa certificazione era un complemento per coloro che esercitavano altri mestieri nella Marina, come meccanico o artigliere.
Dalla creazione della scuola di immersione al brevetto di competenza tecnica
Philippe Tailliez, Jacques-Yves Cousteau e Frédéric Dumas sono le figure emblematiche responsabili della creazione del Gruppo di ricerche sottomarine (GRS). Questo gruppo, diventato poi il GERS e quindi CEPHISMER, è oggi conosciuto come Centro esperto immersione umana e intervento sotto il mare. Questo organismo è ora responsabile della dottrina di immersione delle forze armate e dello sviluppo delle capacità in materia di interventi sottomarini.


Inizialmente, la formazione di sommozzatori, nuotatori da combattimento e sminatori avviene in vari luoghi. Gli sminatori sono inizialmente formati presso il GERS. Nel 1957, la scuola di immersione di Saint-Mandrier apre le sue porte, assicurando una formazione unificata. Negli anni, il numero di sminatori formati ogni anno varia tra 50 e 60. Nel 1964, il certificato di sommozzatore sminatore evolve in un brevetto di competenza tecnica (BAT), aprendo prospettive di carriera definitive. Questa trasformazione coincide con il lancio da parte del generale de Gaulle di un programma di deterrenza nucleare, provocando una domanda crescente di sminatori qualificati.
Un mestiere con esigenze costanti
Sebbene le condizioni d’immersione siano evolute, le esigenze del mestiere di sminatore rimangono invariate. Gli sminatori di oggi beneficiano delle ultime innovazioni tecnologiche, potendo immergersi fino a 80 metri con attrezzature come il CRABE, sviluppato da Aqualung. Tuttavia, l’essenza del loro mestiere rimane: rigore, impegno e precisione sono sempre richiesti per completare le missioni senza pericolo per sé stessi e i loro compagni.
Il processo di formazione dura in media 10 mesi, a condizione di possedere un brevetto di sommozzatore di bordo. Questi 10 mesi sono suddivisi in 4 mesi dedicati alla padronanza degli strumenti di immersione e 6 mesi aggiuntivi per acquisire le competenze necessarie alla manipolazione degli esplosivi, sia a terra che in mare. Devono inoltre padroneggiare varie operazioni sottomarine, come la saldatura e il montaggio di strutture.

Dall’inizio di questa formazione, oltre 1.600 sminatori sono stati certificati. Inoltre, coloro che sono in attività tornano per ottenere il brevetto superiore (BS), che consente loro di diventare capi gruppo.
Prospettive dopo la certificazione
Una volta certificati, gli sminatori hanno due percorsi possibili:
- Imbarcati su cacciamine : La Marina nazionale dispone di 8 cacciamine, basati a Brest e Tolone.
- Assegnati ai Gruppi di sommozzatori sminatori (GPD) : Questi si trovano a Cherbourg, Brest e Tolone.
Che sia durante gli addestramenti o in operazione, tutti gli sminatori trascorrono gran parte del loro tempo sott’acqua, integrando passione e professionalità. Questo mestiere richiede una resistenza fisica di primo ordine, oltre a un’agilità acquatica indispensabile.
Questo articolo, inizialmente scritto da Isabelle Croizeau per l’edizione cartacea di PLONGEZ!, è stato adattato per il web.
immagine di apertura © Jonathan Cahoreau