Tubbataha, al cuore del triangolo di corallo

Protégéetti da oltre 30 anni, gli atolli di Tubbataha, lontani da tutto nel mezzo del mare di Sulu, sono diventati un santuario: una réserve marine, classé patrimonio mondiale dell’UNESCO e spazzataé da correnti omnipréesenti, che ospita una moltitudine di spèecie péelagiche e di béarrire coralline vergini in perfetta sanitàé. Véa un modello veritèiero di conservazione, […]

Protégéetti da oltre 30 anni, gli atolli di Tubbataha, lontani da tutto nel mezzo del mare di Sulu, sono diventati un santuario: una réserve marine, classé patrimonio mondiale dell’UNESCO e spazzataé da correnti omnipréesenti, che ospita una moltitudine di spèecie péelagiche e di béarrire coralline vergini in perfetta sanitàé. Véa un modello veritèiero di conservazione, la destinazione bénéeneficia di’una protezione drastica e pochissimi subacquei hanno il privilèegio di godere di questo gioiello.

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Sotto la superficie, le barriere coralline dai mille colori esplodono di vita e si estendono a perdita d’occhio con una biodiversità sorprendente! © Anthony Leydet

Mare di Sulu tra Filippine e Malesia, a quasi 150 km a est delle coste di Palawan. Il sole si leva e il cielo è già pieno di colori sublimi sopra un mare calmo. A malapena si distingue il contorno degli atolli, offrendo un nastro azzurro che sembra allungarsi su una distanza di cui non si vede la fine. Si arriva qui, in mezzo al nulla, dopo una decina d’ore di navigazione da Puerto Princesa e il suo caldo umido. Il Parco Naturale delle Barriere di Tubbataha apre le sue porte e nulla in apparenza lascia presagire ciò che aspetta i visitatori. Sono gli unici atolli delle Filippine, una vera curiosità: l’atollo nord, che misura 16 km per 5, e l’atollo sud, che misura 5 km per 3, accompagnati dalla barriera di Jessie Beazley. Derivano dall’attività di vulcani sottomarini della catena di Cagayan, oggi estinti. Nella lingua sama parlata nel sud delle Filippine, « Tubbataha » indica «una lunga barriera esposta con la bassa marea».

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Una tartaruga embricata consuma questo corallo acropora per il suo pasto. Il suo potente becco spezza i rami dai quali si nutrirà dei polipi. © Anthony Leydet

La lontananza dalle isole più vicine ha a lungo permesso di proteggerle naturalmente, particolarmente dalla pesca eccessiva. Le prime minacce giungono con l’evoluzione delle barche da pesca, e in particolare la pesca al cianuro o a dinamite particolarmente distruttive per gli ecosistemi. Ma la reazione non si fa attendere per proteggere il sito che è classificato come riserva marina nel 1988. E qualche anno più tardi, nel 1993, gli atolli di Tubbataha vengono iscritti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il Parco Naturale delle Barriere di Tubbataha è delimitato da una zona triangolare di 970 km², quasi altrettanto grande quanto Hong Kong.

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A Tubbataha, le barriere sono in piena salute! Ci sono segni che non mentono. Come un occhiolino a Madre Natura… © Anthony Leydet

Il privilèegio di’esplorare un mondo quasi incontaminatoVenire a Tubbataha è un privilegio. Il viaggio è certamente lungo, ma le possibilità sono soprattutto limitate. L’immersione è autorizzata solo per 3 mesi, da metà marzo a metà giugno. Le condizioni sono quindi ottimali e il mare assume generalmente un aspetto di lago immobile. Meno di 20 barche sono autorizzate ad accedere a queste barriere. Prima della pandemia, nel 2019, solo 3500 subacquei hanno avuto la fortuna di immergersi qui. Immergersi qui è un vero privilegio.

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Questi diagrammi arlecchino vengono a disinfestare su una delle numerose stazioni di pulizia. © Anthony Leydet

Tutto è fatto in modo che i subacquei abbiano il minor impatto possibile sull’ambiente e le regole sono quindi rigide. Fin dalla prima sera, durante la traversata da Palawan, i responsabili della crociera forniscono un debriefing chiaro e preciso. Vietato toccare, disturbare, raccogliere… Il subacqueo deve essere solo un testimone e non un attore. Non dovrebbe essere così ovunque? È inoltre vietato posarsi in qualsiasi parte dei fondali di Tubbataha. Si accetta senza esitazione e ci si abitua rapidamente.

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Due tranquilli squali corallo si riposano con calma sulla sabbia bianca. © Anthony Leydet

Tubbataha offre ai suoi ospiti l’incredibile vantaggio di osservare barriere coralline completamente vergini e il cui equilibrio è intatto. Lo si realizza fin dalle prime immersioni. Completamente protetta, la vita marina prospera senza minacce. Si contano non meno di 360 specie di coralli su circa 800 conosciute in tutto il mondo e più di 750 specie di pesci. Il Triangolo dei Coralli in tutto il suo splendore…

Questi atolli lontani da tutto concentrano la biodiversità. Sotto la superficie, non si sa dove guardare. Bisogna avere gli occhi ovunque, non solo sulle barriere, ma anche nel blu. C’è sempre qualcosa da vedere.Il Triangolo dei Coralli in tutto il suo splendore!Sott’acqua, la magia opera istantaneamente… Le barriere bellissime, immerse in acque calde e chiare, mostrano tutto il loro potenziale e ribollono di vita. La maggior parte del tempo, le correnti si fanno sentire a Tubbataha e sono a volte molto forti. Spazzano i grandi pendii che circondano gli atolli, in un verso e poi, nel giro di pochi minuti, nell’altro. Di fatto, si fanno quasi esclusivamente immersioni alla deriva, il che permette di avere una vista su tutta la barriera e di constatare l’animazione permanente. In mezzo ai coralli e alle gorgonie giganti, la biodiversità è impressionante. I pesci, sia solitari che gregari, occupano tutto lo spazio per il maggior piacere degli occhi. Gli squadroni di carangidi a grandi occhi (Caranx sexfasciatus) e di barracuda (Sphyraena sp.) sono un vero spettacolo. Le tartarughe, verdi (Chelonia midas) o embricate (Eretmochelys imbricata) incrociano il nostro cammino ad ogni immersione, mentre sorvolano pacificamente la barriera. La presenza di una quantità fenomenale di giovani è evidente. Vedere tanti giovani napoleoni (Cheilinus undulatus) così come banchi di giovani squali grigi (Carcharhinus amblyrhyncos) è semplicemente eccezionale!

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I carangidi a grandi occhi formano un banco compatto che fa parte del paesaggio. Si vedono anche impressionanti banchi di barracuda a forma di vortice. © Anthony Leydet

Anche se le correnti non sempre consentono di fermarsi per cercare nelle anse delle barriere, gli amanti della macrofotografia troveranno sempre una bella collezione di nudibranchi. Ciliegina sulla torta: a sud-est dell’atollo nord, alcune gorgonie sono il rifugio di minuscoli cavallucci marini pigmei!Un santuario per gli squaliNell’epoca in cui gli squali sono minacciati in tutti gli oceani, dove il loro massacro continua imperterrito, esistono nonostante tutto alcuni luoghi ancora protettivi per loro. Tubbataha è uno di questi luoghi dove gli squali sono ovunque. Bastano poche immersioni per rendersene conto. Una buona dozzina di specie è stata recensita qui.

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Lo squalo balena è una delle star di Tubbataha. Tenere sempre un occhio nel blu… © Anthony Leydet

È eccezionale! Anche se è difficile, ma non impossibile, vederne in grande quantità durante 5 giorni di immersione, si vedono soprattutto molti squali corallo (Triaenodon obesus), punte nere (Carcharhinus melanopterus), punte bianche (C. albimarginatus), squali grigi (C. amblyrhynchos)… Senza dimenticare colui che attira anche subacquei da tutto il mondo, il famoso squalo balena (Rhincodon typus) molto presente intorno agli atolli. È anche frequente incontrare tigri (Galeocerdo cuvier), volpi (Alopias sp.), nutrice (Ginglymostoma sp., Nebrius sp.), o ancora martelli (Sphyrna sp.)! Anche le mante (Mobula sp.) sono ben presenti e accompagnano i subacquei lungo le cadute.Il parco naturale sotto la sorveglianza dei rangerUna dozzina di ranger sono presenti in modo permanente sull’atollo Nord. La loro base è la Stazione dei Ranger situata sul piccolo banco di sabbia a sud del più grande atollo. La squadra, composta da militari, guardia costiera, impiegati del comune di Cagayancillo, membri dell’ufficio di gestione di Tubbataha e subacquei, è diretta da Angelique M. Songco che chiamano affettuosamente « Mama Rangers ». Il loro ruolo è semplicemente quello di sorvegliare l’integrità delle ricchezze di Tubbataha effettuando la sorveglianza e la repressione contro pescatori e bracconieri che si avventurano nel parco. Conducono inoltre studi scientifici o effettuano pulizie ed eradicazioni di specie invasive (come la stella marina Acanthaster planci detta corona di spine) che, quando proliferano, possono costituire una vera minaccia per i coralli.

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Anche se fare fotografia macro non è semplice, a causa delle correnti sempre presenti, i soggetti non mancano, come questo cavalluccio marino pigmeo. © Anthony Leydet

Fare una crociera subacquea sulle barriere di Tubbataha è un’avventura eccezionale, che segnerà per tutta la vita ogni subacqueo. Un’opportunità di assistere a un vero successo di conservazione, guidato dall’ufficio di gestione di Tubbataha, e di osservare fondali marini come si vorrebbe vedere ovunque. Coloro che vi si recano in futuro avranno un privilegio extra… Poiché la pandemia ha causato la perdita di due stagioni turistiche e, nella primavera del 2022, le acque di Tubbataha non saranno state immerse da 3 anni, tranne quei pochi fortunati che sono riusciti ad arrivare all’inizio della stagione 2020 prima della chiusura delle frontiere.

Anthony Leydet

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