Il Phoebus: Immersione nella Storia di un Relitto Dimenticato al Capo Cépet

Testo e foto: Marc Langleur Un relitto « dimenticato » riemerge Pensate che un relitto profondo e misterioso sia stato recentemente scoperto al largo delle nostre coste? Non si tratta però di un relitto sconosciuto o inesplorato, bensì di una nave abbandonata alla memoria degli archivi e dimenticata dai subacquei specializzati. Questo articolo ripercorre il destino del […]

Testo e foto: Marc Langleur

Un relitto « dimenticato » riemerge

Pensate che un relitto profondo e misterioso sia stato recentemente scoperto al largo delle nostre coste? Non si tratta però di un relitto sconosciuto o inesplorato, bensì di una nave abbandonata alla memoria degli archivi e dimenticata dai subacquei specializzati. Questo articolo ripercorre il destino del Phoebus, una nave il cui ricordo era perso sotto la superficie, e la cui storia merita di essere rivelata nuovamente. Forse avrete anche voi voglia di tuffarvi su questo sito pieno di misteri dopo aver letto.

Relitto phoebus immersione tek 8

Il Phoebus, da yacht a pattugliatore militare

Probabilmente costruito nel 1916 nei Paesi Bassi con il nome di SS Edeison, il Phoebus era originariamente un elegante yacht a vapore dotato di uno scafo in acciaio, lungo 22,5 metri e largo 4,5 metri, spinto da una macchina da 250 cavalli. Acquistato dalla Marina nazionale francese durante la Prima Guerra Mondiale, fu riqualificato e trasformato in pattugliatore ausiliario dragamine.

Relitto phoebus immersione tek 2

Arrivato a Marsiglia il 19 settembre 1917 con il suo nuovo nome di Phoebus, fu rapidamente assegnato a Tolone il 30 dello stesso mese. Integrato nella Divisione delle pattuglie aeree di Provenza, questo ex yacht fu utilizzato come dragamine porta-palloncino e armato con un cannone da 47 mm e granate.

Il ruolo del pallone frenato nella caccia alle mine

Relitto phoebus immersione tek 9

All’epoca, l’innovazione maggiore risiedeva nell’uso di un pallone frenato gonfiato con elio e dotato di una navicella. Un verricello collegava il pallone alla nave, permettendo a tre o quattro osservatori di prenderne posto. Questi comunicavano con la nave tramite un cavo telefonico e utilizzavano binocoli per scrutare il mare alla ricerca di mine, molto prima dell’avvento dei moderni sistemi di rilevamento. Anche se l’equipaggiamento era rudimentale, questa tecnica rappresentava già un notevole progresso.

Il naufragio del Phoebus: dramma e sopravvivenza nel Mediterraneo


Vi è piaciuto questo estratto?
Leggete l’articolo completo.

Tuffati nel cuore della rivista PLONGEZ!
Per usufruire di questo articolo e del suo contenuto esclusivo, è richiesto un modesto contributo.

ACCEDI AL WEB PREMIUM
Clicca qui per saperne di più

Lascia una risposta

Your email address will not be published. Required fields are marked *