10 relitti imperdibili delle coste francesi

Scoprite anche altre relitti accessibili dal livello 1 qui. 1. Normandia: l’USS Susan B Anthony La storia Le Susan B Anthony è un cargo a vapore americano assegnato allaUS Navy nel 1942. È incaricato di trasportare truppe e materiali dagli Stati Uniti verso l’Inghilterra durante l’operazione Overlord. Il 7 giugno 1944, il capitano approfitta dell’oscurità […]

Scoprite anche altre relitti accessibili dal livello 1 qui.

1. Normandia: l’USS Susan B Anthony

La storia
Le Susan B Anthony è un cargo a vapore americano assegnato allaUS Navy nel 1942. È incaricato di trasportare truppe e materiali dagli Stati Uniti verso l’Inghilterra durante l’operazione Overlord. Il 7 giugno 1944, il capitano approfitta dell’oscurità mattutina per avvicinarsi a Omaha Beach e portare lì i 2288 uomini a bordo. Ma la nave urta una mina e affonda, lasciando però a tutti gli uomini a bordo il tempo di evacuare. Oggi giace a nord di Port-en-Bessin-Huppain, a est di Omaha Beach.

https://www.youtube.com/watch?v=Dcf0mlbPEv0&t=18sL’immersioneRaggiungendo il fondo sabbioso, i subacquei scoprono la nave adagiata sul fianco babordo. La prua della nave è la parte più interessante, perfettamente conservata e disseminata di munizioni, traccia della partenza precipitosa degli uomini. Si vede anche un cannone di difesa e due alberi di carico davanti al ponte di comando. Dal lato della fauna, si troverà quasi certamente un aragosta nascosta in una rientranza o in un tunnel di lamiera. La parte posteriore della nave è molto danneggiata, i resti del relitto sono difficilmente identificabili.

Pratico : dimensione del relitto: 147 metri – profondità: tra 11 e 33 metri – livello di immersione minimo: livello 2 – visibilità: secondo le condizioni meteorologiche, da 2 a 10 metri – le correnti possono essere violente. Vi ci portano: i centri di immersione di Arromanche, Caen, Port-en-Bessin, Asnelle-sur-Mer.

2. Bretagna nord: l’Amoco Cadiz

La storiaIl 16 marzo 1978, al largo di Ploudalmézeau nel Finistère… In viaggio verso Rotterdam con a bordo 220.000 tonnellate di petrolio grezzo iraniano, l’Amoco Cadiz chiede l’assistenza dei rimorchiatori quando si verifica un’avaria al timone e diventa impossibile dirigere la nave. Quando il traino inizia, il mare è agitato.
Dopo diversi tentativi infruttuosi, la petroliera colpisce le rocce, si incaglia e invia un SOS. L’equipaggio verrà evacuato e una delle più terribili maree nere della storia sporcherà le coste bretoni da Brest a Saint-Brieuc.

L’immersione Se delle laminarie hanno invaso la parte superiore del relitto, non è per la fauna che lo popola che i subacquei lo apprezzano… è quasi inesistente. Questo relitto è leggendario per la sua storia, che si ritrova nell’esplorazione del sito:
– Il locale timone è accessibile, con numerosi strumenti ancora visibili.
– Il punto d’impatto tra lo scafo della nave e la roccia che causerà la sua perdita è perfettamente visibile. La lamiera sembra essersi strappata come un semplice pezzo di carta.
– I resti delle cisterne visibili nel cuore del relitto ricordano l’orrore della marea nera.
Oltre agli elementi storici del naufragio, ci sono moltissimi elementi da osservare: il timone, i resti di un camino posato sulla sabbia, le bitte d’ormeggio, l’albero crollato… Il relitto è monumentale, tanto che è impossibile compiere un giro completo in una sola immersione.

Pratico: dimensione del relitto: 330 metri – profondità: tra 8 e 32 metri – livello di immersione minimo: N2 confermato – visibilità: tra 10 e 25 metri – correnti talvolta importanti. Vi ci portano: i centri di immersione di Plouguerneau, Argenton, Landéda, Ploudalmézeau.
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3. Bretagna sud: l’U171

La storia
Ce sottomarino tedesco inizia la sua carriera nel 1941. Avrà il tempo di condurre solo un’operazione nel golfo del Messico per disturbare il traffico marittimo e silurare alcune navi americane. Sulla via del ritorno, il 9 ottobre, passa al largo di Lorient. Il capitano non attende l’arrivo del dragamine destinato a scortarlo, e raggiunge la superficie. Tocca una mina e affonda in pochi minuti. Se 30 marinai riescono a tornare in superficie indenni, altri 22 affondano con il sottomarino.

L’immersioneÈ uno dei pochi sottomarini che giace a una profondità accessibile ai subacquei non tecnici, su un fondo di sabbia e roccia. La prua è una rovina al centro della quale si possono distinguere tubi lancia-siluri o un’ancora. Il resto del relitto è meglio conservato: lo scafo esterno è scomparso ma la protezione interna è ancora in posto. Dichiarato cimitero militare, è impossibile entrare all’interno del « lupo grigio », ma dall’esterno si possono vedere tubature e alcuni strumenti. I periscopi sono visibili, uno di essi ha ancora la lente benché sia danneggiata. Dal lato della fauna e della flora, timide alghe rosa compaiono in alcuni punti, piccoli banchi di merluzzi passano lungo il sottomarino e la lamiera serve da rifugio a aragoste, gronghi e aragoste.
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Pratico : profondità: tra 37 e 41 metri – livello di immersione minimo: livello 2 – visibilità: tra 4 e 10 metri. Vi ci portano: i centri di immersione di Lorient, Groix, Tregunc, Larmor-Plage.

4. Bacino di Arcachon: il Carro

La storiaNon stiamo parlando né di una nave, né di un sommergibile e neppure di un aereo qui… Il carro è un ingegnoso strumento ! Dal 1968 al 1971, sono stati svolti lavori subacquei per creare una condotta e combattere l’inquinamento presente nel bacino di Arcachon. Il Carro non è altro che lo strumento di lavori subacquei destinato a scavare, seppellire e interrare i tubi. Nel 1972 la compagnia tedesca responsabile dei lavori fallì e abbandona le Carro, rendendo felici i subacquei.

https://www.youtube.com/watch?v=51p-bi1E4RML’immersioneÈ un’immersione eccezionale perché molto inusuale, la forma di questo strumento è tra le più originali. Non è la sua dimensione che attira tanto i subacquei, ma piuttosto la concentrazione di vita. Il Carro è coperto in alcuni punti da anemoni margherita, dei gronghi, ragni di mare e aragoste trovano rifugio nelle sue viscere e centinaia di merluzzi girano intorno al relitto, così come branzini. È anche possibile avvistare pesci luna…

Pratico : dimensione del relitto 12 metri – profondità: 30 metri – livello di immersione: livello 2 – visibilità: molto variabile, da 2 a 20 metri. Vi ci portano: l’Oceana VSM, Arcachon Plongée, Hippo Plongée.

5. Occitania: l’Alice-Robert

La storia
In una prima vita trasportatore di banane dalle colonie francesi verso la Francia, l’Alice-Robertest armata nel 1939 all’inizio della guerra, poi requisita dai tedeschi e trasformata in scorta. Nel giugno 1944, la nave viene tagliata in due da un sommergibile inglese e affonda al largo di Port-Vendres sulla costa Vermiglia.

https://www.youtube.com/watch?v=qUYGONEWYsY
L’immersione
Ancora prima di raggiungere il relitto, i subacquei vengono accolti dal albero della nave, sempre in piedi e culminante a 25 metri di profondità. Sul ponte si ergono ancora cannoni e mitragliatrici, oggi coperti – come gran parte della nave – da anemoni gioiello. I subacquei più esperti possono penetrare nel relitto, se la visibilità lo consente. La fauna è molto densa: saraghi, gronghi, anthias, sgombri e sardine, tra altri, accompagnano i subacquei nella loro esplorazione.

Pratico : dimensione del relitto: 83 metri – profondità: tra 38 e 47 metri – livello di immersione minimo: livello 2 – visibilità: altamente variabile, l’acqua è spesso torbida – le correnti possono essere forti. Con la sua dimensione e la visibilità variabile, è raro poter osservare tutto in una sola immersione. Vi ci portano: i centri di immersione di Argelès-sur-Mer, Port-Vendres, Banyuls, Collioure.
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6. Marsiglia: il Chaouen

La storiaIl 21 febbraio 1970, il Chaouen collega Casablanca a Marsiglia, con le stive piene diagrumi. Per ragioni ancora sconosciute, la prua della nave si pianta sulla roccia ai margini dell’isola del Planier. Un rimorchiatore tenta di liberarlo dalla sua trappola ma l’acqua si infiltra lentamente e la parte posteriore della nave affonda dopo aver dato all’equipaggio il tempo di evacuare. La prua del relitto rimarrà a lungo fuori dall’acqua prima di scomparire a sua volta nel mare.

L'albero del relitto del Chaouen © Gilles Diraimondo
L’albero del Chaouen, ancora attaccato al resto del relitto © Gilles Diraimondo

L’immersione Già a 4 metri si scorgono i primi segni della presenza del relitto con le due bellissime ancore, poi la prua appare due metri sotto. Un enorme buco nello scafo della nave, distesa su un lato, offre una bella vista delle immense stive completamente vuote. Numerose aperture permettono ai subacquei diesplorare le viscere del mostro di ferro con la sala macchine e le stive. Sul ponte, il camino e il doppio albero sono in ottime condizioni. A poppa, un’enorme elica è accessibile. La flora è ancora timida, dato che il relitto è relativamente recente. Banchi di sardine e castagnole popolano i vari livelli della nave.

Pratico : dimensioni del relitto: 85 metri – profondità: tra 6 e 30 metri – livello di immersione minimo: accessibile in parte già dal Livello 1 – visibilità: eccellente – relitto da esplorare in una bella giornata. Vi ci portano: tutti i centri di immersione di Marsiglia e dintorni.

7. Marsiglia: il Liban

La storia
Il transatlantico effettuava frequenti viaggi tra la Corsica e Marsiglia, trasportando passeggeri e corriere a destinazione o provenienti dal continente. Il 7 giugno 1903, la nave parte da Marsiglia con 43 membri dell’equipaggio e oltre 150 passeggeri. A livello dell’isola di Maïre, il Liban si trova faccia a faccia con l’Insulaire, un altro transatlantico. A causa di una incomprensione del capitano durante la manovra di evitamento, le due navi entrano in collisione. Con lo scafo perforato, il Liban cola a picco, portando con sé numerosi passeggeri intrappolati dalla copertura solare sul retro del ponte.


L’immersione
La nave è stata tagliata in due durante il suo naufragio, separando la poppa, con la sua elica in buone condizioni, dal resto del relitto. I tre alberi della nave sono sdraiati sulla sabbia a tribordo. Numerose crepe permettono di entrare nei vecchi saloni, cabine e stive. Il relitto è ricoperto di gorgonie rosse e spugne. Aragoste, gronghi e polpi hanno preso dimora nei minimi recessi del relitto e rombi, castagnole, saraghi e pesci San Pietro possono essere avvistati.

Pratico : dimensioni del relitto: 90 metri – profondità: tra 28 e 40 metri – livello di immersione minimo: livello 2 – visibilità: molto buona – pochi correnti. Vi ci portano: tutti i centri di immersione di Marsiglia e dintorni.
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8. Var: il Donator (Prosper Schiaffino)

La storiaNave appartenente alla Società Algerina di Navigazione per il Nord Africa, è coinvolta nella Seconda Guerra Mondiale. Trasporta allora materiale e uomini tra l’Algeria e le zone liberate. L’11 ottobre 1945, parte da Marsiglia, direzione Nizza. Il 10 novembre, unforte maestrale lo costringe a costeggiare la costa: passando a sud di Porquerolles urta una mina alla deriva e affonda in pochi minuti.

L’immersione
Le Donator è perfettamente conservato. A poppa della nave l’enorme elica è ancora al suo posto. Risalendo sul ponte, che non esiste più, i subacquei possono avere un assaggio del suo interno. È preferibile evitare di entrarci, perché l’esplorazione delle viscere è pericolosa. La stiva aperta a poppa è più facilmente accessibile. La fauna e la flora du Donator sono eccezionali. Alcionari, spugne e gigantesche gorgonie rosse e gialle hanno invaso i corridoi e le sovrastrutture. Triglie, anthias, cernie, gronghi, scorfani, capponi… questo relitto è un paradiso per la fauna mediterranea.

Pratico : dimensioni del relitto: 78 metri – profondità: tra 35 e 51 metri – livello di immersione minimo: livello 2 confermato (pe-60 come minimo) – visibilità: buona. La corrente può essere estremamente forte, occorre informarsi bene sulle condizioni prima di tentare qualsiasi immersione. Vi ci portano: i centri di immersione da Hyères fino a Le Lavandou.

9. Var: il Rubis

La storia Solo superstite della serie di sottomarini Saphir alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il Rubis ha sganciato 683 mine e affondato una quindicina di navi. Ritirato nel 1946, verrà infine autoaffondato il 31 luglio 1958 tra Cavalaire et Saint-Tropez.

L’immersione Intatto, il relitto è molto impressionante, quasi angoscioso con la sua prua rialzata rispetto al fondo. Tanto che è possibile passare sotto la chiglia in questo punto. Sul ponte il pavimento è scomparso così come le eliche a poppa. Un pannello aperto permette di dare un’occhiata all’interno del sottomarino. Posizionandosi sul chiosco i subacquei hanno una vista dominante su tutto il relitto e sull’ambiente circostante. È pericoloso penetrare all’interno del relitto.
La flora è quasi inesistente, tuttavia banchi di anthias e castagnole nuotano intorno al relitto e gronghi e murene popolano le diverse nascondigli che offre il Rubis.

Pratico : dimensioni del relitto: 66 metri – profondità: tra 34 e 40 metri – livello di immersione minimo: livello 2 confermato – visibilità: buona. La corrente può essere estremamente forte, occorre informarsi bene sulle condizioni prima di tentare qualsiasi immersione. Vi ci portano: i centri di immersione di Saint-Tropez, Ramatuelle, Sainte-Maxime, Cavalaire-sur-Mer (anche fino a Hyères).
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10. Corsica: il B17

La storia
Aereo bombardiere alleato partito dall’Italia, il B17 verrà attaccato dai tedeschi e non avrà altra scelta che tentare un ammaraggio. Dei 10 membri dell’equipaggio, 2 vengono uccisi durante l’assalto e un altro resterà bloccato nella coda dell’aereo, mai ritrovato.

L’immersione Riposando perfettamente piatto sulla sabbia a 25 metri di profondità, questo relitto è in buone condizioni. Le ali e i 4 motori sono ancora al loro posto ma una sola elica è ancora intera. Il naso e la coda dell’aereo sono scomparsi ma i sedili sono ancora fissati alla fusoliera. Si incontrano murene, apogoni, labridi e scorfani.

Pratico : dimensioni: circa 30 metri di apertura alare – profondità: 26 metri – livello di immersione: livello 2 o livello 1 confermato con PE40 – visibilità: buona – evitare l’immersione con forte mare mosso. Vi ci portano: i centri di immersione di Calvi, Lumio, Algajola, l’île Rousse.
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Margot Harty
immagine di apertura: il Donator ©Dominique Barray

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