Lo sapevi? 10 curiosità da conoscere sul… gorgonocefalo

Creatura strana che sembra uscita da un film di fantascienza, il gorgonocefalo o Testa di Medusa (Astrospartus mediterraneus) appartiene alla classe delle Ofiure, da non confondere con le stelle marine. Il suo nome ha origine dalla mitologia greca e significa testa di gorgone.

Creatura strana uscita direttamente da un film di fantascienza, il gorgonacefalo o Testa di Medusa (Astrospartus mediterraneus) appartiene alla classe degli Ofiuroidei, da non confondere con le stelle marine. Il suo nome ha origine dalla mitologia greca e significa testa di gorgone.

Nicolas Barraque La Gabiniere Gorgonocephale
Gorgonacefalo sul sito di Gabinière (parco nazionale di Port-Cros). © Nicolas Barraqué
  1. Una specie del Mediterraneo: questo organismo bentonico è endemico del bacino mediterraneo, dove lo si può osservare da 50 a 800 metri di profondità.
  2. Aspetto da mostro marino: il gorgonacefalo forma un groviglio, un merletto di colore grigio formato da dieci braccia filiformi le cui estremità si aggrappano al loro supporto. Queste braccia si dispiegano nell’oscurità per catturare le particelle in sospensione e il loro avvolgimento somiglia ad una capigliatura animata. La sua dimensione può variare da 6 a 20 cm chiuso e fino a 80 cm dispiegato.
  3. Un echinoderma particolare: tra gli altri ofiuroidei, il gorgonacefalo si distingue per la presenza di una significativa ramificazione delle sue braccia. Cinque braccia si dividono in due braccia che a loro volta si dividono nuovamente, le ramificazioni diventando sempre più sottili.
  4. Alimentazione: ogni ramificazione possiede piccoli uncini che formano una rete circolare permettendo alla testa di medusa di catturare le sue prede, principalmente zooplancton. Quando queste ultime sono in quantità sufficiente, le braccia si avvolgono successivamente per portarle verso la sua bocca, una piccola apertura al centro del disco. Questo fenomeno può essere osservato al mattino dopo una caccia notturna.

    Gorgonocephale Sur Le Sec De Larmoire
    Gorgonacefalo sul ciglio dell’Armoire al largo di Hyères (Var). © Nicolas Barraqué
  5. Sensibile alla luce: senza occhi, la specie è vulnerabile, ecco perché il gorgonacefalo si ritrae al contatto con una fonte di luce. È quindi vivamente consigliato ai subacquei di non illuminarlo bruscamente durante il suo incontro.
  6. Un rilascio di nuovi nati: gonocorico, l’emissione di spermatozoi e di uova avviene in mare aperto. Durante il loro sviluppo, le larve planctoniche si fissano su un substrato.
  7. Una palla mobile: il gorgonacefalo è un echinoderma relativamente mobile, si dispiega perpendicolarmente rispetto alla corrente e si sposta facilmente. Al Lavandou, un individuo è stato già osservato su una spugna a 90 metri di profondità.
  8. Si rigenera: come una gran parte degli echinodermi, come le stelle marine, il gorgonacefalo è in grado di rigenerare uno dei suoi bracci e può così vivere fino a 35 anni.
  9. Una specie ancora misteriosa: la testa di medusa rimane ancora poco studiata, in particolare a causa della profondità in cui si trova. Principalmente circalitorale (tra 70 e 120 metri di profondità), raggiunge spesso i fondali batiali superiori, dove l’intensità luminosa rimane molto bassa.
  10. Nuovi dati grazie a Gombessa 5: nel luglio del 2019, la spedizione di Laurent Ballesta « 28 giorni sotto il mare a -120 metri » ha permesso di recuperare, tra molte altre specie, foto e più campioni del gorgonacefalo. Questi ultimi permetteranno di saperne di più su questa specie.

https://vimeo.com/418757935Dove incontrarlo? Il gorgonacefalo si trova nel bacino occidentale del Mediterraneo, in Atlantico e nel mare del Nord, sulle coste dell’Adriatico, lusitane, mauritane e senegalesi. In Francia lo si trova soprattutto al largo di Marsiglia, al Lavandou, a Port Cros e alle isole di Lérins, dove si fissa su rocce e gorgonie a più di 50 metri di profondità.

Lisa Ferré

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